Italia-Israele e quel «facciamo a cazzotti»
Il precedente del 2011 riporta al timeout di Pianigiani per scuotere la squadra: “Giochiamo con un po' di anima e dignità”. Sette azzurri c'erano anche quel giorno, cinque i reduci di Israele
LILLA – Pensi a Italia-Israele, ottavo di finale di domenica alle 18.30, e c'è un precedente che salta in mente. E' legato agli Europei 2011, quando le due squadre – già eliminate – si affrontarono nella prima fase a Siauliai. Israele vinse al supplementare di un punto (96-95), ma salì anche a +21 contro un'Italia assente.
TIMEOUT – Assente al punto da costringere Simone Pianigiani ad un timeout passato alla storia, perché telecamere e microfono irradiarono la frustrazione del ct: “Bisogna giocare con un po' di dignita, con un po' di anima, facciamo a cazzotti almeno!” gridò alla squadra. “Nessuno fa un salto, nessuno fa un fallo, ma che c… avete dentro?”.
REDUCI – Sono ben sette i reduci azzurri da quel pomeriggio, con quattro anni di preziosa esperienza che ha cambiato volto alla nazionale. Si tratta di Bargnani, Belinelli, Gallinari, Datome, Cinciarini, Hackett e Cusin. Cinque i reduci per Israele, da Mekel a Ohayon, da Kadir a Eliyahu, fino a Yaniv Green, ai tempi lungo di Teramo, che segnò il libero decisivo. Un anno prima, Israele aveva vinto a Bari, rovinando la prima ufficiale di Simone Pianigiani da ct azzurro, ma già in quell'estate aveva fatto i conti con la crescita degli azzurri, capaci di vincere il match di ritorno alla Nokia Arena di Tel Aviv con 26 punti di Andrea Bargnani.
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