L’Italdonne di basket: "Seguiteci, vi conquisteremo"

Le azzurre di coach Capobianco in visita alla redazione del Corriere dello Sport-Stadio prima dell'esordio nell'Europeo, a Bologna contro la Serbia
Fabrizio Fabbri
Fabrizio Fabbri

6 min

Pubblicato il 07.06.2025, 09:10

ROMA - Chi nel pomeriggio di ieri si è trovato a passare per Piazza Indipendenza verso le 17 a un certo punto si è fermato interrogandosi «Chi sono queste atlete così alte vestite di azzurro che si incamminano verso l’ingresso della sede del Corriere dello Sport?». Curiosità soddisfatta in un attimo: sono le ragazze dell’Italbasket che stanno ultimando nella Capitale la preparazione per l’esordio nel Campionato Europeo previsto a Bologna, al PalaDozza, il 18 giugno alle 21 contro la Serbia.

Le azzurre del basket in vista al Corriere dello Sport-Stadio

Le azzurre hanno fatto visita al nostro giornale, accompagnate da tutto lo staff tecnico, con in testa un raggiante presidente Gianni Petrucci. Un attimo di sosta per una foto attorno alla lupa che troneggia al piano terra e via in ascensore per essere accolte in redazione dal direttore Ivan Zazzaroni. Sorrisi e strette di mano, un abbraccio fraterno con Roberto Brunamonti, indimenticata bandiera della Virtus Bologna e oggi capo delegazione della Nazionale femminile e poi l’incontro è entrato nel vivo.

Le parole di Petrucci e di coach Capobianco

«Qui al Corriere dello Sport ci sentiamo a casa» le parole con cui Gianni Petrucci ha salutato i presenti. Poi la consegna della canottiera numero 25, con la scritta Ivan sulle spalle, e di un pallone autografato, quindi l’attenzione si è concentrata su Andrea Capobianco. «Ci prepariamo a un appuntamento importantissimo - ha detto il coach delle azzurre - che ci vedrà giocare in casa la prima fase». Una condizione che potrebbe dare una spinta alle sue ragazze. «Certamente avere dalla nostra parte un pubblico caloroso e competente come quello di Bologna, più tutti gli altri tifosi che decideranno di venire al PalaDozza è una bella responsabilità ma che ci carica anche. Ora dobbiamo completare la preparazione, giocare le tre amichevoli rimanenti e poi saremo concentrati verso la prima palla a due contro la Serbia».

Europeo, girone di ferro per L'Italbasket femminile

Che con Lituania e Slovenia compongono un girone da far venire i brividi. «Il valore delle nostre avversarie lo conosciamo bene. Ma in una manifestazione come l’Europeo pensare a qualche partita facile non è possibile. Andremo in campo per giocarci le nostre possibilità. È normale che sia dispiaciuto per l’impossibilità di poter schierare la squadra al completo (Capobianco pensa alle assenze per infortunio, ultima quella di Matilde Villa, ndc), voglio però ringraziare il nostro preparatore atletico, lo staff medico e fisioterapico per l’attenzione con la quale dal primo giorno si stanno prendendo cura di alcune atlete arrivate in raduno con qualche acciacco».  
Poi un piccolo bilancio sul percorso fin qui fatto. «Ho apprezzato in tutte le uscite la nostra capacità di risollevarci dalle difficoltà, la compattezza mostrata per tanti minuti. Ora, in questi giorni, dobbiamo lavorare sui nostri limiti, occorre uno sforzo a livello mentale per pulire alcune situazioni di gioco». In attesa di accogliere domani Cecilia Zandalasini, di rientro dalla WNBA dove ha vestito la canottiera delle Golden State Valkyries, Capobianco spiega la nuova filosofia azzurra. «Il processo di svecchiamento procede. Stiamo ottenendo buone riposte dalle ragazze più giovani e quelle con maggiore esperienza stanno indicando la strada. In campo noi allenatori non dobbiamo mandare atlete o atleti guardando la data di nascita. Io allenavo Poeta quando aveva 16 anni e non ho avuto remore a dargli spazio in serie B. Non ero folle, mi fidavo di ciò che vedevo in Peppe. Bisogna avere coraggio e liberare il talento».

Le sensazioni della veterana Andrè

Lo ascoltano le sue ragazze. Tra loro Olbis Futo Andrè, fresca vincitrice dello scudetto con la Famila Schio. Nata nel 1998 è a tutti gli effetti una delle veterane. «Si respira una gran bella aria nel gruppo e un po’ di insofferenza. Perché non vediamo l’ora che si alzi la palla a due della prima partita. E quel giorno per me sarà una sensazione particolare. Io sono di Bologna, si gioca a casa mia. Lo farò davanti alla mia famiglia, ai miei amici, a tutti coloro che mi vogliono bene. Dovrò ricacciare indietro l’emozione e concentrarmi solo sulla partita visto che avremo subito la Serbia». Olbis ha buone sensazioni. «Abbiamo lavorato duro e bene. Diciamo che il gruppo è in crescita. Dove possiamo arrivare? Sarei un’indovina a dirlo con precisione. Spesso nel recente passato abbiamo avuto la possibilità di fare risultato ma per qualche motivo ci siamo fermate. Dovremo impegnarci perché questo non accada. Lavorando sui particolari, limitando al massimo gli errori». Su una cosa Andrè è certa. «L’ultimo campionato ha detto qualcosa di importante. Noi italiane siamo riuscite ad avere più spazio, a giocare da protagoniste in tanti momenti decisivi. Lo dico per tutti i club. Questo fa bene a loro ed alla Nazionale. Allora deve essere una strada che non va abbandonata». Il pensiero poi va a Matilde Villa, avversaria nella finale scudetto con Venezia, e messa ko da un brutto infortunio ad un ginocchio. «Ci teneva tantissimo, come d’altronde ognuna di noi, a giocare questo Europeo. È forte in campo e caratterialmente, sono sicura che tornerà più forte di prima. E noi proveremo a regalarle qualcosa di importante».

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