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Chiesa, ciao Liverpool: è pronto al grande rilancio

Federico vuole tornare in Italia dopo la negativa esperienza inglese: ecco le possibili destinazioni
Roale
Roale

4 min

Pubblicato il 21.07.2025, 11:35

Federico Chiesa è pronto al grande rilancio. Lo sa bene, ormai: l'esperienza inglese è finita. Deve finire. Per tornare quello che era. E quindi via, resettare e dimenticare, probabilmente anche qualche consiglio sbagliato e una realtà, in questo momento, più grande di lui. L'ex Juve è sparito dai radar e Arne Slot, tecnico dei Reds, non l'ha convocato per la tournée che vedrà gli inglesi protagonisti in Asia. I campioni d'Inghilterra in carica sfideranno anche il Milan in una gara amichevole. Un'esclusione che si somma alle tantissime panchine dell'ultima stagione e ai dubbi della tifoseria del club inglese. La storia di Chiesa con il Liverpool è finita, ma di fatto non è mai iniziata. Eppure un anno fa lo volevano diversi club di serie A, ma le richieste di stipendio e qualche cambiamento di rotta di troppo avevano bloccato ogni trattativa. Il talento però c'è, è grande, e lui è pronto a dimostrarlo.

Ritorno in Italia: chi se lo può permettere?

E adesso Chiesa, che ha comunque alzato una Premier, se vuole tornare, dovrà ridursi l'ingaggio da oltre 5 milioni netti a stagione. In Italia il figlio d'arte di Enrico ha dimostrato di saper fare la differenza: 32 gol in 131 partite con la Juve, 34 in 153 con la Fiorentina. Il nome di Chiesa è stato accostato in tempi recenti al Napoli proprio perché gli azzurri, freschi di Scudetto, hanno la ferma intenzione di consolidare il pacchetto relativo agli esterni d'attacco. Dopo l'acquisto di Noa Lang dal PSV, Antonio Conte vorrebbe aggiungere un altro profilo in grado di agire largo nel tridente offensivo. I preferiti sono altri, ma se non dovessero arrivare allora Chiesa potrebbe fare al caso del Napoli.  Poi c'è il Milan, dopo aver rinforzato il centrocampo, potrebbe pensare di andare ad imbastire le corsie esterne con un giocatore in grado di agire largo nel trio offensivo. L'ex Fiorentina ritroverebbe in panchina Massimiliano Allegri, ovvero colui che l'ha già allenato ai tempi della Juventus dal 2021 al 2024. Quasi impossibile invece un ritorno di fiamma della Roma che insegue altri obiettivi: più giovani e con lo stipendio meno ingombrante. 

 

Flop inglese, tanti motivi

I numeri in Premier sono desolanti: 6 presenze, 0 gol. Il calcio inglese sembrava perfetto per le caratteristiche di Chiesa: strappi palla al piede, dribbling, capacità di spaccare. Il problema è che di gente come lui ne è pieno il campionato: in Italia era un giocatore quasi unico, lì è stato uno dei tanti. E anche dei meno bravi.  Poi la differenza di preparazione. Arne Slot lo ha detto chiaro e tondo: "Chiesa arriva da un campionato che ha un’intensità inferiore alla Premier, in più ha saltato la preparazione estiva con noi". Non è il primo a scontare la differenza: pensiamo a Zirkzee, dominante in Italia e anonimo nel Manchester United periferico di questo periodo (o Hojlund prima di lui). E l’ex Bologna ha pure avuto meno contrattempi rispetto al nostro. Mettiamoci anche la concorrenza spietata: l’intoccabile Salah, il “cattivo” Luis Diaz, l’eccellente Gakpo visto all’Europeo, il compianto Diogo Jota, Darwin Nunez. 

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