L’Europa frena Mister Infantino

L’Uefa guida la protesta contro l’idea Fifa di svendere i Mondiali. Ma c’è anche chi si lascia tentare
Pippo Russo
Pippo Russo

4 min

Pubblicato il 30.07.2026, 10:49

Ormai è guerra aperta. L’Europa non ci sta e si schiera: contro la svolta neoliberista che Gianni Infantino pretende di imprimere alla Fifa, e contro la sua idea di fare dei Mondiali un prodotto da suq. Il fronte del Vecchio Continente non è esattamente unanime, ma almeno per il momento è maggioritario. Soprattutto, vede pronunciarsi in modo netto gli attori istituzionali: tutti contro Fifantino e i suoi pruriti da venditore di tappeti.

L'Uefa contro Infantino

A guidare il fronte è l’Uefa, che forse nemmeno immaginava di trovare un’occasione così ghiotta per recuperare protagonismo. Nel pomeriggio di ieri la confederazione europea, guidata dall’avvocato sloveno Aleksander Ćeferin, è intervenuta per la seconda volta in due giorni tramite comunicato pubblicato nel sito ufficiale. Un testo che, come il precedente, si segnala per stringatezza: cinque righe distribuite in due capoversi, quasi a fare da controcanto al testo-fiume messo in rete dalla Fifa nel pomeriggio di martedì 28 luglio. Stavolta l’Uefa si è soffermata su un punto del piano Fifa: la fissazione di una scadenza posta alle federazioni nazionali per accettare la proposta, da cui dipende anche la misura del contributo erogato da Zurigo. Il termine in questione è il 19 settembre. Qualora il piano venisse approvato entro quella data, sarà possibile suddividere tra le federazioni un finanziamento da 10 miliardi di dollari, che significa circa 40 milioni di dollari per ciascuna. Viceversa, qualora venisse mancata l’approvazione, il fondo complessivo si ridurrebbe a 2,7 miliardi di dollari. Come vogliamo chiamare una proposta del genere, con tanto di timing? Forse adescamento? Quale che sia la parola esatta, l’Uefa non ci sta. E boccia il progetto adducendo le stesse motivazioni inserite nel comunicato emesso ieri da European Football Club (EFC, l’ex ECA), l’associazione dei club europei: lo spettacolo del calcio internazionale e la sua ricchezza (Mondiali compresi) si giovano dell’apporto fondamentale dei club europei, che tesserano e pagano i migliori calciatori del pianeta. Dunque, nessun progetto di riforma e/o sfruttamento commerciale può essere avviato senza essere condiviso con le loro rappresentanze. Al coro del dissenso del calcio continentale si aggiunge European Leagues, l’associazione di 37 leghe professionistiche europee. Con un comunicato emesso ieri, in cui si parla di “processo opaco” e “proposta unilaterale”, il board dell’associazione presieduta dallo svizzero Claudius Schãfer rigetta nettamente il progetto di Fifantino, aggiungendo il dettaglio di una consultazione aperta con la Commissione Europea. Dunque, fronte compatto? Non proprio. Perché poi ci sono le singole federazioni. Che dalle sirene di Fifantino potrebbero lasciarsi tentare. Un esempio si ricava dalla lettura del sito rumeno Gazeta Sporturilor. Un articolo pubblicato ieri riporta la posizione della federcalcio rumena, nettamente allineata all’Uefa. Ma dice anche della dichiarazione in senso contrario rilasciata da David Trunda, presidente della federazione ceca: «Vedo i vantaggi concreti per il calcio ceco derivanti dalla stretta collaborazione con Gianni Infantino e il suo team. Personalmente, ritengo che l’impatto positivo delle intenzioni della Fifa sia evidente». Ovviamente, “impatto positivo” si legge “40 milioni di dollari”. Adescamento. E chissà quanti altri, in queste ore di mobilitazione contraria, se ne stanno silenti a soppesare la profferta.

 

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