Anche i sauditi fanno spending review
Anche i ricchi fanno la spending review. Specie se capita che sovrastimano la loro capacità di spesa. Ne hanno preso coscienza i sauditi, che pure possono contare su una disponibilità finanziaria esorbitante. Ma infine anche loro si stanno piegando a una legge universale che, più che al dominio dell’economia, appartiene a quello della Natura: nessuno ha risorse illimitate. E poiché hanno scelto di fare dello sport un volano per la costruzione di un Nuovo Rinascimento (così ebbe a dire il senatore Matteo Renzi, con supremo sprezzo del ridicolo), ecco che proprio da questo campo è giunto un segnale inequivocabile di rallentamento.
Il ridimensionamento dei Giochi Invernali Asiatici 2029
La notizia diffusa nei giorni scorsi è un segnale eloquente, oltreché un campanello d’allarme per tutti i soggetti dello sport europeo che sperano nei petrodollari di Riyad per raddrizzare situazioni finanziarie pressoché compromesse: il netto ridimensionamento dei Giochi Invernali Asiatici del 2029. Assegnati al regno e programmati per svolgersi nell’avveniristica città di Neom. Avveniristica a tal punto da essere scivolata dal futuro progettuale al futuro ipotetico di terzo grado. Un progetto che definire megalomane è persino eufemistico, e che presto si è scontrato con la realtà e con due connotati evidenti a qualsiasi umarèll dei nostri cantieri urbani: costosissimo e irrealizzabile. In quella città che ancora non c’è, e di cui verrà realizzata una versione molto minimal rispetto al progetto da 500 miliardi di dollari presentato con grande pompa nel 2017, non potrà svolgersi un evento di grande impegno organizzativo qual è la versione continentale delle Olimpiadi invernali. Per il momento, come si è appreso dall’imbarazzato comunicato congiunto a firma del Consiglio Olimpico Asiatico e dei comitati olimpico e paralimpico sauditi, la manifestazione risulta riprogrammata in data ancora da stabilire. Dunque, figuraccia già collezionata. Che verrà raddoppiata dalla nuova formula prefigurata per lo svolgimento della manifestazione: non più un evento multisport concentrato in pochi giorni, ma una serie di eventi singoli spalmati nel tempo e ampiamente intervallati fra loro. Praticamente, la negazione della formula standard di qualsiasi evento multisport.
Dubbi sui Mondiali di calcio 2034
Nel testo del comunicato vengono anche addotte giustificazioni di sostenibilità ambientale che sanno tanto di supercazzola. Si sono accorti soltanto adesso che i Giochi comportano questo tipo di impatto? Oltre a lasciare una macchia sull’immagine dell’Arabia Saudita come potenza economica, questa vicenda proietta dubbi sulla sua capacità organizzativa. Con la prospettiva che i Mondiali di calcio 2034 diventino un (meritato) incubo per la Fifa di Gianni Infantino. Va ricordato che i sauditi pretendono di organizzare e ospitare in solitudine un mondiale a 48 squadre. E che una delle città designate come sede della manifestazione è proprio Neom. Città che non esiste ma ha già una squadra (la scorsa estate ha giocato un’amichevole precampionato contro la Roma). Ne vedremo delle pessime.
©Riproduzione riservata
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
