
«Verratti prigioniero dell'emiro»
L'agente Donato Di Campli: «Al-Khelaifi mi ha detto: se vendo Marco, a Doha non mi perdonerebbero mai»
PARIGI - Per scoprire la verità sul caso Verratti, bisogna arrampicarsi sulla terrazza al decimo piano dell’hotel Me Milan Il Duca, catena Melià, Piazza della Repubblica, cuore pulsante del mercato errante 2017 che non ha una sede ufficiale, ma si dipana nel triangolo dei grandi alberghi, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale di Milano, a 850 km da Parigi. Da dove Donato Di Campli è appena rientrato. Oggi, Marco è atteso nel ritiro precampionato dei vicecampioni di Francia che si sono lasciati alle spalle una stagione amarissima: il Barça li ha clamorosamente buttati fuori dalla Champions League (vittoria per 4-0 al Parco dei Principi; batosta per 6-1 al Nou Camp); il Monaco li ha beffati nella corsa al tricolore, inseguito per 17 anni. E non poteva certo essere l’undicesima Coppa di Francia, allineata in bacheca, a mitigare la delusione dei ricchissimi proprietari arabi, già alle prese con la frenata di quella che sarebbe dovuta essere un’inarrestabile ascesa (nei primi quattro anni della loro gestione, 2011-2015, il fatturato è passato da 100 milioni a 481 milioni di euro. I ricavi commerciali hanno raggiunto i 297 milioni di euro, la biglietteria ha incassato 13,9 milioni di euro in più). La frustrazione del club e dei tifosi si è moltiplicata da quando il Barcellona è pronto a pagare 100 milioni il cartellino di Verratti. Il quale, dipendesse da lui, stasera sarebbe in Catalogna, tanto smania dalla voglia di giocare con Messi, Neymar, Suarez, Busquets e tutti gli altri. [...]
Da non perdere
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
