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Inter, il cambio di variabile

Leggi il commento sulla nuova trattativa di mercato dei nerazzurri che puntano decisi su Lookman
Ettore Intorcia

Pubblicato il 17.07.2025, 07:43

Per trovare la soluzione a volte basta considerare il cambio di variabile. Il leit motiv degli ultimi due anni nerazzurri è stato lo stesso: alle spalle di Lautaro e Thuram, che hanno garantito in media il 40% delle reti complessive dell’Inter, non ci sono mai state alternative realmente valide e affidabili, in grado di farsi carico delle responsabilità sotto porta e pure del minutaggio. La soluzione creativa? Smettere di cercare un vice e pensare più in grande: caccia grossa a un titolare da poter schierare accanto a Lauti e Tikus, perché in tre è una festa anche sotto porta. L’assalto a Lookman nasce da questi presupposti: più gol ma anche più soluzioni tattiche a disposizione di Chivu, segnando il definitivo superamento della cornice, tattica e psicologica, rappresentata dal 3-5-2 dell’era Inzaghi. Si esce dalla comfort zone frequentata negli ultimi quattro anni per avvicinarsi sempre di più alle idee del nuovo tecnico ma anche per garantirsi delle variazioni sul tema ed essere meno prevedibili. Con l’arrivo di Bonny e la promozione di Francesco Pio Esposito, destinato a diventare il centravanti della Nazionale del prossimo decennio, Chivu potrà sbizzarrirsi. Nel tridente pesante potrà sfruttare anche Luis Henrique; nella formula col doppio trequartista potrebbe scatenare le incursioni di Frattesi, creando in prospettiva lo spazio per Valentin Carboni che tra un anno tornerà dal Genoa.

L’operazione Lookman certifica anche un cambio di prospettiva e di strategia da parte dell’Inter nell’approccio al mercato. Dopo aver già preso Sucic, Luis Henrique e Bonny, e mettendo nel conto anche il riscatto di Zalewski, il club nerazzurro ha già un saldo negativo di 60 milioni e si prepara a superare quota 100 con Lookman, a fronte di poco più di 6 milioni incassati finora per i riscatti di Satriano e Filip Stankovic. Vuol dire che oggi può muoversi sul mercato con più agilità, senza l’obbligo di dover vendere prima di lanciarsi in nuovi investimenti. Un risultato non da poco alla luce dei tanti sacrifici dell’ultimo quadriennio: complessivamente il ciclo Inzaghi era stato caratterizzato da un saldo attivo sul mercato di circa 100 milioni di euro, due stagioni con il segno più e un volume di acquisti che non ha mai superato quota 80. È l’eredità pratica lasciata dalla notte di Monaco: 500 milioni di fatturato e bilancio in utile per una nuova Inter.

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