© LAPRESSE

Napoli, il bicchiere mezzo pieno

Leggi il commento del Condirettore del Corriere dello Sport - Stadio

Alessandro Barbano
Alessandro Barbano

4 min

Pubblicato il 13.12.2023, 08:49

Sprazzi di Spallettismo e il Napoli affonda il Braga, guadagnando i preziosi ottavi di Champions. Sprazzi di testa più che di gambe, poiché la condizione atletica non è esemplare, e lo vedi in alcune imprecisioni di Lobotka, nell’intermittenza di Osimhen, in qualche macchinosa progressione e nell’indeterminatezza al tiro di Kvara. Però la palla finalmente gira veloce, si passa tra le linee, le sovrapposizioni tornano a essere la regola, perfino Natan si sblocca a sinistra. E il Napoli affonda, ma soprattutto controlla il gioco con l’autorevolezza che sembrava perduta. Certo il Braga non è né l’Inter né la Juve. Entra con le migliori intenzioni, penetra ficcante a destra e fa vedere i sorci verdi a Meret, poi al primo contropiede azzurro inciampa in un autogol e scopre alla fiducia del Napoli tutti i suoi limiti. Si va avanti in Europa. E di questi tempi c’è da festeggiare. Perché gli azzurri scontano ancora tutti gli errori di una gestione estiva da dimenticare. La rapidità che faceva sublime la dotazione tecnica dei campioni di Spalletti è ancora al sessanta-settanta per cento.

Ma c’è un segnale di crescita che incoraggia. E poiché tutto è bene ciò che finisce bene, si può perfino pensare che la difesa azzurra abbia tappato le sue falle nelle chiusure e nel gioco aereo. Non è vero, perché anche ieri le incertezze in lettura del gioco e in marcatura non sono mancate, ma per fortuna il Braga ha graziato Meret. E allora possiamo almeno una volta rinunciare alla tentazione di guardare il bicchiere mezzo vuoto e gioire della metà di pieno che Mazzarri ha già portato. Il resto verrà. Presto anche Mario Rui e Olivera, che pure ci appaiono ogni notte in sonno, si materializzeranno sul campo per il nostro sollievo. Poi con l’anno nuovo chissà che il mercato non porti qualche cerotto alle ferite ancora aperte. Per ora consoliamoci con l’impeccabile prestazione di Di Lorenzo e Anguissa, due campioni del professionismo sportivo per la concentrazione, lo spirito di sacrificio e l’intelletto che mettono al servizio della squadra. Lo stesso deve dirsi di Politano, che sulla destra ha sempre sessanta minuti di brio, di spinta, di altruismo.

Si lavori perciò sulle gambe, e anche sulla testa. Recuperare la condizione ideale vuol dire accettare di considerare come un obiettivo le nuove e più modeste ambizioni che la classifica di serie A consegna al Napoli. E allenarsi con impegno per realizzarle. Per ragazzi passati in pochi anni dall’anonimato di campionati minori all’ebbrezza dello scudetto non è facile fare propria questa riduzione, senza temere di cadere in un ritorno alle origini. Qui s’impone una strategia motivazionale, alla quale la panchina e soprattutto il club devono lavorare. Assorbire un momento di crisi nella costruzione di un ciclo è la sfida a cui sono chiamati Mazzarri e soprattutto De Laurentiis. Per uscire dalla crisi bisogna seminare piccole e grandi certezze sul futuro di questi ragazzi. Le trattative sui rinnovi contrattuali servono soprattutto a questo. In bocca al lupo.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario