Psg, la pazienza non è un limite

Le visioni di Arteta e Luis Enrique e la differenza nell'ultimo rigore: il commento di Alberto Polverosi
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Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 31.05.2026, 09:00

Il bis che entra nella storia della Champions è il bis di una squadra che sta divorando il calcio in Europa. La coppa nel 2025 e la coppa nel 2026, Luis Enrique e il Psg ora possono puntare Zidane e il Real Madrid che di Champions ne hanno vinte tre di fila. Sono state due finali profondamente diverse, dal dominio dei parigini con i cinque gol all’Inter alla sofferta vittoria di ieri sull’Arsenal solo per un rigore sbagliato da Gabriel, l’ultimo di una serie che ha stabilito il vincitore dopo 136 minuti di partita. È un merito in più per il Psg, può travolgere o pazientare, può sfondare sulle fasce o aspettare il momento buono per colpire. Di sicuro non si fa mai mettere sotto.

 

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Un Psg-Arsenal poco spettacolare

Non potevamo aspettarci un altro Psg-Bayern 5-4, ma qualcosa di meglio rispetto a questa finale sì, vista la qualità degli interpreti. E invece Psg-Arsenal è stata un partita assai poco spettacolare, più italiana che europea, più da Serie A che da Champions League, con un ritmo mai impressionante, giocata più sul ragionamento che sull’intuizione. Una partita dove la squadra meno dotata tecnicamente e meno affezionata al palleggio, l’Arsenal, si è ritirata col famoso “blocco basso” dopo appena cinque minuti, tempo sufficiente per passare in vantaggio con Havertz, l’uomo dei gol che pesano.

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