
Dove e quando
L'insensibile cuore in silicio del cervellone della Uefa potrebbe regalarci incroci romantici e nostalgici, ma fondamentalmente ha il compito di rispondere oggi a due domande: chi e dove. Per il quando può prendersela comoda, sabato conosceremo anche la risposta all’ultimo quesito. Che poi potrebbe rivelarsi quello strategicamente più rilevante: la sequenza delle otto partite può orientare tabelle di marcia - il pass per gli ottavi, lo dicono le statistiche, è a non meno di 16 punti - e le scelte di turnover in funzione degli incastri con il campionato.
Champions League, è il giorno del sorteggio: dalle big da evitare ai chilometri da percorrere
Sul chi c’è poco da dire. Inter, Roma, Napoli e Como, sparpagliate nelle quattro fasce, sono ugualmente esposte agli stessi rischi, con la variabile inglese in più che può condizionare gli accoppiamenti per Chivu e Gasperini. Il Psg bi-campione in carica, City, Liverpool e Arsenal, Real, Barça e Atletico, Bayern: anche tra queste otto esiste una gerarchia, ma viene da sorridere provando a ipotizzare un sorteggio più favorevole di un altro.
È invece tutt’altro da trascurare la questione del dove: giocare in casa potrebbe mitigare il rischio. Per dire: visto che il Cholo allena anche il pubblico del Metropolitano, in quello stadio è meglio capitarci direttamente per la finale... Il dove, dicevamo, diventa fondamentale per evitare trappoloni anche nelle altre fasce. Abbiamo imparato a fare i conti con la qualità del calcio espresso dal Bodø e guai a ripetere gli errori del passato, ma evitare di affrontare i norvegesi a casa loro sarebbe già un buon inizio: l’anno scorso negli spareggi l’Inter ci ha rimesso il pass e pure i muscoli di Lautaro.
Inter, Roma, Napoli e Como: le ambizioni delle italiane in Champions
Il grande ritorno della Roma, la voglia di rivincita di Inter e Napoli, l’entusiasmante debutto del Como: oltre i destini individuali, c’è l’obiettivo collettivo di riscattare una stagione deludente, con un’eliminazione al girone (Napoli), due agli spareggi (Inter e Juve) e una agli ottavi (Atalanta), quella almeno con onore contro il Bayern. Le coordinate sono chiare: almeno 10 punti per superare il girone, due vittorie in più per andare direttamente agli ottavi.
L’ambizione di arrivare con tutte e quattro al tabellone non è un’utopia. In un format che esaspera il concetto di prestazione, con i risultati che si trasformano in maggiori ricavi per i club, una classifica migliore dovrebbe garantire un cammino più facile verso la finale. È stato così per l’Arsenal l’anno scorso, primo nel girone e finalista, ma non per il Liverpool, uscito agli ottavi con il Psg nel 2024-25. I due successi di Lucho sono arrivati sempre passando per gli spareggi: in Europa il primato logora chi ce l’ha?
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