Italia, la rinascita dei numeri 9

Tre centravanti in due coppie, tre gol, uno a testa: è l’aspetto più interessante e piacevole della partita degli azzurri in Estonia
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 12.10.2025, 08:54

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La nostra “gufata” ha esaurito l’effetto al secondo rigore sbagliato da Haaland sullo stile di Dovbyk. Pochi minuti di magìa nera, poi ci voleva ben altro per fermare l’onda rossa che ha travolto anche Israele. Tanto chè alla fine del 5-0 di Oslo ci domandavamo se erano pochi i gol presi dall’Italia in Norvegia (appena tre...) o troppi quelli incassati da Israele (quattro, contro i cinque degli azzurri). Domanda oziosa, anche perché quel 5-0 ci ha tolto gli ultimi dubbi, meglio pensare al secondo posto: della differenza-reti, con la Norvegia a +26 e noi a +5 prima di cominciare a giocare a Tallinn (poi saliremo a +7), ci occuperemo alla prossima qualificazione mondiale. Anche se, vista la formazione schierata da Gattuso, un pensiero a una rimonta-vendemmiata forse c’era nella mente di qualcuno.

Esposito, Kean e Retegui scatenati

Tre centravanti in due coppie, tre gol, uno a testa. E’ l’aspetto più interessante e piacevole della partita degli azzurri. Non solo, se contiamo le tre partite di Gattuso, Estonia, Israele ed Estonia, ce n’è un altro ancora più incoraggiante: i tre centravanti schierati, Kean, Retegui e l’ultimo Pio Esposito, hanno segnato 8 gol. Non accadeva da una vita. Ha proprio ragione Gasperini che nell’intervista al direttore di questo giornale aveva detto: «Per costruire una squadra si deve partire dall’attacco, perché se l’attacco è forte tutto diventa più semplice». Tre giorni dopo, la conferma è arrivata dal suo collega Gattuso. Era partita la solita coppia baciata, Retegui-Kean, con un’ala d’attacco come Orsolini (15 gol nel campionato scorso) e un attaccante vero come Raspadori ai lati. E’ andata come doveva andare una partita fra una squadra, la nostra, al 10° posto della classifica Fifa, e un’altra, l’Estonia, che nella stessa classifica occupa il 129° gradino. Due a zero alla fine del primo tempo, solo l’Italia a giocare, a tirare, a segnare, due gol (pochi per quanto gli azzurri avevano prodotto in quei 45'), un rigore sbagliato, quindici conclusioni e otto calci d’angolo a zero. Tutto facile? Certo, tutto facile, ma quante volte abbiamo visto la Nazionale soffrire, perfino stentare, contro avversari modesti come l’Estonia.

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