Gattuso il ct giusto per lottare

Il ct porta con sé l’immagine della sofferenza: è un richiamo alla necessità di scorciarsi le maniche e darsi da fare per evitare la terza esclusione di fila dal Mondiale
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 14.10.2025, 07:50 (Aggiornato il 14.10.2025, 09:46)

ItaliaItalia Tutte le notizie sulla squadra

“Notte prima degli esami” è un po’ troppo. Se non fosse cacofonico, Italia-Israele sarebbe “notte prima del primo quadrimestre”. Perché quella di stasera sarà una partita interlocutoria, una tappa nel lungo cammino che porterà l’Italia ai playoff per il Mondiale 2026. Bisognerà stare attenti a non perdere, questo sì. Ma – toccando ferro – nemmeno in quel caso gli azzurri sarebbero definitivamente fuori. Cercando di essere realistici, una vittoria consegnerebbe la certezza aritmetica del secondo posto nel girone. Un pareggio la quasi certezza. La realtà è che questa sera, al triplice fischio finale, comincerà la lunga attesa. Il lungo cammino di preparazione ai playoff in programma il 26 marzo (le semifinali, per semplificare) e il 31 marzo (le partite decisive). L’Italia va per la terza volta a giocarsi il Mondiale al dentro-fuori. Fin qui non è andata benissimo. Eliminati dalla Svezia nella prima clamorosa mancata qualificazione. La notte di Ventura. E di De Rossi che grida in panchina “ma io che entro a fare? Dobbiamo vincere, non pareggiare”. Quattro anni dopo a buttarci fuori è la Macedonia del Nord. Un trauma per certi versi minore rispetto al primo. Alla fine ci si abitua a tutto e poi in mezzo c’è stata la vittoria all’Europeo.

Sblocca la news esclusiva

Attiva l'abbonamento Plus+ per leggere tutte le news esclusive in maniera illimitata!
  • Il più conveniente

    Plus+ Annuale

    € 49,90all'anno
    Abbonati ora
  • Sito illimitato
  • Rinnovo automatico
  • Scopri tutte le offerte