Italia, un dolore che resta dentro

Leggi il commento dopo la disfatta azzurra in Bosnia. Un ko che costa il Mondiale
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Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 01.04.2026, 07:55

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Non è possibile, non è vero, non ci credo. Invece è così, è vero e bisogna crederci. Un altro disastro, un’altra volta fuori dal Mondiale. Quello che accadrà domani non mi interessa. Rivoluzioni, dimissioni, fughe, non me ne frega niente. Gli occhi sono ancora piantati sullo schermo dove passa la faccia cupa di Gattuso, come lo erano quelle di Mancini e di Spalletti. E’ capitato di nuovo, a casa anche stavolta. Fatico a raccontare quello che è successo a Zenica, non è fastidio, non è disagio, è dolore, è quel male che ti entra dentro e non ti lascia. Ne ricordo uno simile nel pomeriggio di Natal, in Brasile, nell’ultima partita del nostro ultimo Mondiale, quello del morso di Suarez a Chiellini, della folle espulsione di Marchisio, del colpo di testa finale di Godin. A pensarci ora dovevamo essere felici, altro che tristi, stavamo tornando a casa ma avevamo giocato un Mondiale. Per la terza volta, invece, non ci imbarchiamo su quell’aereo.

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