Il resto Mancio

Leggi il commento sul ritorno sulla panchina dell'Italia del ct che nel 2021 è salito sul tetto d'Europa con gli Azzurri
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

5 min

Pubblicato il 29.07.2026, 10:54

ItaliaItalia Tutte le notizie sulla squadra

Dov’eravamo rimasti? Alle dimissioni del 2023, in piena estate. Alla decisione di lasciare la Nazionale e di andarsene in Arabia Saudita. Ma col cuore all’11 luglio 2021, alla finale degli Europei, a quel lungo abbraccio tra lui e Gianluca Vialli a Wembley dopo che Donnarumma aveva parato il rigore di Saka. Due momenti che fotografano chi è Roberto Mancini che il Corriere dello Sport fin dal primo momento ha indicato come il ct dell’Italia di Malagò. E così è andata.

Mancini, da sempre un irregolare

Da sempre un irregolare: per qualcuno un bambino viziato; per altri un genio. Uno che esordì in Serie A a nemmeno 17 anni, con la maglia del Bologna. Che con la Nazionale ha sempre avuto un rapporto controverso. Dalla celebre esultanza a Dusseldorf nel 1988, quando segnò alla Germania e poi corse sotto la tribuna stampa per mandare a quel paese i giornalisti. Fino a Italia 90: Vicini lo convocò ma non giocò neanche un minuto. Poi, da adulto, se l’è costruita la pace con la Nazionale. Passo dopo passo, in compagnia di Gianluca Vialli l’amico di una vita - già malato - che aveva, come il Mancio, più di un conto aperto con quella maglia che da calciatore gli aveva riservato soprattutto dolori e qualche gioia. La macchia restano i Mondiali perduti contro la Macedonia del Nord. Mancini è rimasto quel calciatore estroso che con lo sbuffo faceva sobbalzare il ciuffo. Era capace di tutto: di segnare gol indimenticabili così come di rincorrere gli arbitri e beccarsi fino a cinque giornate di squalifica. Lo fece in Serie A: inseguì Nicchi per tutto il campo col ditino puntato; e nella maledetta finale di Champions persa contro il Barcellona proprio a Wembley. Anche da adulto, da ct, fece parlare di sé in pieno Covid per aver pubblicato sui social una vignetta No Vax. Il Mancio è così. Prendere o lasciare. Ma quando lo prendi, spesso ti trascina la storia dentro casa. Lo ha fatto anche al Manchester City. È stato lui il primo allenatore del ciclo vincente dei Citizens. Con Balotelli e il Kun Aguero.

Guarda la gallery

Mancini riesce sempre a sorprendere

Di Mancini tutto si può dire tranne che lasci indifferente. Riesce sempre a sorprendere. Gli viene naturale. Sulla panchina della Nazionale, la prima volta, nel 2018, ci arrivò in una situazione simile a questa. Dopo annate dimenticabili tra Galatasaray, Inter e Zenit. La prima partita, ironia della sorte, la giocò contro l’Arabia Saudita. Fu l’unica vittoria nelle prime sei gare. Piano piano, il Mancio prese le misure. A novembre 2019, a Zenica (vi dice qualcosa?) la sua Nazionale passeggiò sulla Bosnia: 3-0. Costruì la squadra delle tredici vittorie consecutive e dei trentasette risultati utili di fila. Record battuto dieci giorni fa dalla Spagna di De La Fuente.

Guarda la gallery

Mancio non ha mai interpretato in maniera passiva il ruolo di selezionatore

Ma, soprattutto, il Mancio è stato un innovatore. Non ha mai interpretato in maniera passiva il ruolo di selezionatore. Retegui è una sua scoperta. Venne quasi deriso quando lo portò in Nazionale e lo schierò titolare. Giocava nel Tigre. Ha fatto esordire calciatori che senza di lui la maglia azzurra l’avrebbero indossata solo a casa davanti allo specchio: da Gnonto a Grifo, a Pafundi.

Guarda la gallery

La lista sarebbe troppo lunga. Ha fatto esordire Moise Kean a 18 anni e fino a quel momento (era novembre) zero minuti giocati in stagione in Serie A con la Juventus. Zaniolo convocato a 19 prima che debuttasse in A. Avrà mille difetti ma non ha mai fatto proclami. Non gli è mai piaciuto indossare i panni del guru. E spesso ha preferito sedersi dalla parte del torto. Per poi godersi lo spettacolo quando gli altri scoprivano che torto non era.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario