La lezione di Capo Verde

Leggi il commento sull'impresa della nazionale africana, capace di fermare la Spagna campione d'Europa all'esordio Mondiale
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 16.06.2026, 08:58

La storia siamo noi, noi di Capo Verde. Finalmente una boccata di calcio in questo Mondialmarket, un calcio antico, diciamo pure paleolitico, ma calcio. Capo Verde che debutta in un Mondiale e ferma la Spagna campione d’Europa. Da una parte l’Everest e dall’altra una cunetta sulla strada, in termini storici la differenza era questa: quando è nata la federazione del calcio sull’isola di Capo Verde, anno 1982, a Madrid erano già arrivate sei Coppe dei Campioni e la Spagna era già stata campione d’Europa. Eppure è successo l’inimmaginabile, è successo che d’improvviso il calcio con la sua follia si è riappropriato della scena e ha prodotto uno 0-0 che a Madrid ricorderanno per anni, come noi ricordiamo la Macedonia e la Bosnia.

Guarda la gallery

L'impresa di Capo Verde: cuore, carattere, catenaccio e un po' di sano "fattore C"

Il fattore "C" è stato dominante: cuore, carattere, catenaccio e un po’ di cu... che per certe imprese è indispensabile. Certo, chi pensa che il calcio sia uno solo, mantenere sempre l’iniziativa, attaccare, creare occasioni, la partita di Capo Verde sembrerà uno sgorbio. Ma il calcio non è uno solo, non lo è mai stato. Se io ho una fionda e tu una pistola, devo essere scemo per uscire allo scoperto. Questo non vuole essere un elogio al catenaccio, ma all’umiltà, alla consapevolezza dei mezzi propri e altrui, alla capacità di adattarsi alle circostanze meno gradite. Tutto questo si può tradurre in un solo termine: intelligenza. Al Capo Verde è mancata la quinta “C”, il contropiede. Per questo ripassare al prossimo Mondiale. Dalla partita di Atlanta noi possiamo imparare (re-imparare) più da Capo Verde per la sua difesa che dalla Spagna. Assurdo? Mica tanto. Capo Verde ha preso zero gol da una squadra che nelle qualificazioni al mondiale ne aveva fatti 21 in 6 partite. La difesa dell’Italia, nelle stesse qualificazioni, era stata la peggiore di tutti i gironi (contando le prime due classificate) e di gol ne aveva incassati dodici. Dopo potremo pensare anche al modello della Spagna. Dopo però.

Guarda la gallery

Il catenaccio batte ancora il gioco d'attacco

È la seconda volta in questo Mondiale che il catenaccio batte il gioco d’attacco. È capitato già alla Turchia di Calhanoglu, Arda Güler e Yildiz: l’Australia, con difesa e contropiede, ha vinto la sfida. E non è stata tanto diversa la partita fra il Belgio e l’Egitto. Più dotati gli europei, ma anche i nordafricani sul piano tecnico con Salah e Ashour non avevano molto da invidiare agli avversari. Per tutto il primo tempo l’Egitto ha lasciato l’iniziativa (per la verità assai improduttiva) al Belgio e l’ha colpito in contropiede. All’ex romanista Garcia sono mancati i veri punti di riferimento, poca luce da De Bruyne (a parte un palo esterno su punizione), mai un movimento ben fatto da De Ketelaere, solo paio di guizzi di Doku. Merito anche di una difesa solida e organizzata, con gli esterni d’attacco che hanno raddoppiato di continuo.

Ma anche da questa partita c’è un’indicazione da prendere, se non una lezione da imparare: per un’ora Garcia ha giocato con De Ketelaere al centro dell’attacco, appena è uscito per fare spazio a Lukaku il Belgio ha pareggiato. Una decina di secondi, non di più: cross dal fondo, irruzione in area piccola dell’amico di Conte e, per frenarlo, Hany ha messo la palla nella sua porta. Morale: meglio un centravanti vero anche se a mezzo servizio che un non-centravanti che gira al largo. 

 

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario