La ricchezza di Deschamps
Verrebbe da dire: tutto qui? Tutto qui la Francia galattica dei quattro tenori, dei voli mirabolanti alimentati dalla consueta grandeur, dei pronostici quasi obbligati, della vittoria con batticuore contro il Senegal che solo nel finale è diventata trionfo? Tutto qui, sì, ma in considerazione di come è andata al Brasile (con il Marocco), alla Spagna (con Capo Verde), al Belgio (con l’Egitto), il successo dei Bleus al debutto non è da accogliere con la puzza sotto il naso. Va celebrato con adeguato buonsenso. È stata una prova di forza più che di classe. Certo, era lecito attendersi qualcosa di più e di meglio, insomma un po’ di spettacolo a la carte, invece è stata una prestazione sincopata, brutta per un tempo, solida nel secondo.
Mbappé, da fantasma a grande protagonista
Il calcio è strano: Mbappè, che per un pezzo è stato fantasma, è diventato il grande protagonista con una splendida doppietta e au revoir ai detrattori. Il palo colpito da Jackson dopo 25 minuti di battaglia neppure troppo avvincente, anzi abbastanza noiosa, ha certificato che per la Francia non sarebbe stata una passeggiata di salute a dispetto dei campionissimi di cui dispone, delle previsioni felici, di una certa allure mediatica, eccetera eccetera. L’occasione colossale sciupata da Sarr al sesto minuto di recupero del primo tempo ha poi sancito che nulla può essere dato per scontato, nemmeno se l’esibizione è dei mammasantissima che suscitano l’invidia di qualsiasi ct. Serviva di più e di meglio da offrire al popolo dopo la pausa.
La ricchezza e la fortuna di Deschamps
Del resto il Senegal - che sul campo sarebbe campione d’Africa non ci fosse stato quel papocchio in e con il Marocco - è in assoluto avversario tosto, avvitato su esperienza e fisicità, abile nell’esercizio della fase difensiva. Se poi si aggiunge come Pape Thiaw ha preparato la partita, cioè con grande densità e quasi tutto consegnato al giochino micidiale delle ripartenze, si capisce come la squadra di Deschamps abbia faticato a dare un senso compiuto al suo esordio mondiale. Il problema degli spazi asfittici e di una certa lentezza nella circolazione della palla sono state per lunghi tratti le zavorre dei Bleus, progrediti nettamente nella ripresa quando il Senegal ha colpevolmente allargato le sue maglie, ma traditi per un tempo da Mbappé e abbandonati dagli assenti ingiustificati Doué e Dembele, pallone d’oro incapace di brillare.
Era facile immaginarsi lampi di classe e di imprevedibilità da parte di questo poker di assi, invece nulla è stato semplice. Lo è diventato dopo il gol di Mbappé e il raddoppio di Barcola e la seconda rete pazzesca del centravanti madrileno. Facile ma non troppo. Deschamps è un allenatore bravo e molto fortunato. Ha un organico così ricco di qualità e di personalità che può cambiare il corso di qualsiasi sfida in qualsiasi modo, basta che peschi a caso nel mazzo. La maggior parte dei giocatori che a New York erano in panchina sarebbero titolari inamovibili in altre Nazionali. Una abbondanza da capogiro. E da titolo mondiale. Tutto qui, e non solo.
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