Fiorentina e Gasperini, un "amico" in tribuna
Un occhio in campo e uno in tribuna. Eventualmente, per evitare traumi oculari, basterebbe aggiungere un paio di telecamere alle quattromila che già seguono le partite. Un paio concentrate verso la cabina-bunker in cui Gasperini seguirà Fiorentina-Atalanta, cabina perché è squalificato e non può stare in panchina, bunker perché servirà un luogo protetto, molto protetto, rispetto alle gradinate, dove lo stanno aspettando da un anno.
Gasperini e l'allergia reciproca con i tifosi della Fiorentina
Suona vagamente surreale raccontarla così, ma così è e non c’è verso di cambiarla. È la partita nella partita, ormai un must della serie A italiana, il personalissimo e per niente cordiale confronto tra i tifosi viola e il Gasp, di fatto il derby annuale dei superfumini. Inutile ogni volta ricordare i precedenti, le origini, le cause. Anche perché ad ogni incrocio se ne aggiungono di nuove. Resta l’insormontabile allergia reciproca, feroce e carogna. D’altra parte, anche questa storia ha seguito la deriva cupa di tutto il tifo.
Bei tempi quando le curve battevano in sarcasmo e creatività la goliardia universitaria, da questo punto di vista i fiorentini vantano capolavori memorabili, come dimenticare lo striscione giottesco comparso quella volta a Como, rivolto ai tifosi locali, “Voi comaschi noi cole femmine”. Purtroppo quei modi non sono più di moda, da tempo va il cattivo spinto, il livore hard, col risultato di creare odio d’asporto praticamente in tutti gli stadi, una volta perché arrivano questi, una volta perchè c’è quello, una volta perchè non si può dimenticare quell’altra volta...
Palladino allievo e grande amico del Gasp
Così, puntuali, di nuovo al solito incrocio. Per l’occasione, un paio di varianti pittoresche: sulla panchina della Fiorentina siede un grande amico, un allievo in tutto e per tutto del Gasp, il cocco Palladino, quanto allo stesso Gasp sarà a portata di mano (d’insulto) direttamente in tribuna. E chi può dire come finirà la simpatica rimpatriata.
Certo sarebbe grandioso una volta permettersi di rompere gli schemi, creare sorpresa, immaginare un altro finale, che so, il trionfale ritorno dell’ironia e morta lì, senza bisogno di ipocriti e plateali gesti di riconciliazione, non servono, sarebbero penosi, molto meglio il ripristino di una sana dialettica a presa per il, poi tutti a casa. Sarebbe incredibile uscire dallo scontato e dal prevedibile, come diceva Hugo elevarsi dalle tenebre per accendere un po’ di luce, con lo stadio di Firenze capace addirittura di applaudire l’allenatore più insultato su piazza, lui pronto a restituire il saluto. E siccome i sogni sono belli se non hanno limiti, perchè non immaginare persino che un giorno, più avanti, non sia proprio il Gasp ad allenare la Viola, con reciproca soddisfazione...
Sarebbe bello concederci tutti la libertà di superare, rimuovere, cambiare. Sarebbe fantastico, ma lo sappiamo tutti: ci sono sogni che resteranno sempre fuori dalla nostra portata, semplicemente perché non ne siamo all’altezza.
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