Bologna-Milan, soluzione di continuità

Leggi il commento sulla situazione in casa rossoblù e in quella rossonera dopo il match del 'Dall'Ara'
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 04.02.2026, 08:32

La capolista non se ne va. Il Milan per ora regge e anche bene, molto bene. Chi non regge proprio è il Bologna che oggi appare come una squadra completamente persa, disorientata e senza più equilibrio. È meglio partire dal Milan però, perché il suo primo tempo riempie gli occhi di spettacolo, di occasioni, di giocate e di gol. Probabilmente sono i 45 minuti più belli della sua stagione. C’è tutto dentro. L’intuito di Allegri che in attacco sceglie Loftus-Cheek e Nkunku, due incubi per la difesa del Bologna e non solo per i gol; la classe sconfinata di Luka Modric: il lancio di esterno per Loftus-Cheek nell’azione che porta al rigore di Nkunku è arte pura; la qualità e la sostanza di Rabiot; il gregariato di livello di Fofana; la pericolosità di Athekame che domina sulla sua fascia. Non c’è un’incertezza nello sviluppo della manovra milanista. Due gol e due occasioni nitide nel primo tempo, dentro al quale Modric, Rabiot, Loftus-Cheek e Nkunku seminano colpi di una tecnica straordinaria, con tunnel, tacchi e finte di ogni genere.

Tutto il meglio da una parte, tutto il peggio dall’altra. E se non c’è tanto da meravigliarsi per il Milan (se è secondo una ragione ci sarà), la sorpresa è tutta sull’altro versante. Il Bologna sta attraversando il momento peggiore del biennio di Italiano. Prima era una squadra legata col fil di ferro, oggi è carta velina. Prima occasione rossonera: dopo l’errore in uscita di Zortea, ecco la classica imbucata delle squadre di Italiano che hanno la difesa sulla linea di metà campo. Seconda occasione: dormita di Heggem. Primo gol, ovvero l’esempio di come non si difende in area di rigore: in ordine cronologico sbagliano Orsolini, Miranda, Zortea (due volte), Heggem e Freuler. Basta dire che Rabiot (assist) e Loftus-Cheek (gol) sono liberi ai bordi dell’area piccola, dove la palla sbatte da una parte all’altra, fugge dai piedi bolognesi e si accoccola docile sotto i bulloni dei milanisti. Ma quello che succede sul 3-0 è ancora peggio: rimessa laterale di Miranda regalata a Rabiot, scatto, sinistro, gol. Non c’è che una spiegazione, quelli del Bologna sono fuori di testa, sono squinternati. Hanno giocato giovedì in Europa League, ma siamo a martedì, il tempo per recuperare non è mancato. La catena del disastro era stata interrotta solo dalla vittoria nel recupero a Verona il 15 gennaio, ma delle ultime dieci partite il Bologna ne ha perse sei, le ultime tre di fila e quattro sono arrivate al Dall’Ara. Sta precipitando. Italiano deve trovare una soluzione e anche alla svelta.

Le soluzioni le sta invece trovando Allegri. È un uomo di mare, se ne intende di venti e il Milan ora ha un bel soffio, caldo e potente, che lo spinge alle spalle. Non ha i mezzi tecnici dell’Inter e nemmeno le stesse ambizioni. Ha qualcosa di diverso, però, è una squadra che crede in se stessa e nel suo allenatore, è capace di vincere le partite più differenti, quelle che oggi vengono definite “sporche”, ovvero le gare in cui serve difendersi e aspettare il momento giusto per colpire, e le partite come questa, dove capisci che l’avversario è in tilt e lo metti al tappeto usando la tecnica (di Rabiot), la classe (di Modric) e gli spunti (dei due attaccanti). La conoscenza del Milan è ampia, sa che esiste più di un modo di giocare e vincere, questa è la sua forza e questo è il gioco del calcio: non si vince solo attaccando e non si vince solo difendendo.

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