Il Parma fa la differenza

Leggi il commento sui gialloblù di Cuesta, imbattuti in stagione contro Napoli e Milan
Franco Ordine
Franco Ordine

4 min

Pubblicato il 15.04.2026, 08:58

Parma, tra le altre virtù, c’è gente che sa praticare la riconoscenza nei confronti di chi ha lavorato con successo dalle loro parti. E alla prima occasione, è in grado di ricambiare il grande favore ricevuto dimostrando così che la riconoscenza resta un sentimento nobile pur se non molto praticato nel calcio italiano. Il caso di scuola è il cammino attuale del Parma calcio, affidato a un giovanissimo allenatore di scuola spagnola, Carlos Cuesta, 31 anni a luglio prossimo, col quale ha già raggiunto quota 36 punti in classifica, la salvezza è vicinissima. La sua recente impresa è quella d’aver imposto il pari al Napoli di Conte domenica pomeriggio rallentando l’inseguimento lanciato nei confronti dell’Inter che poi ha allungato con la spettacolare rimonta sul Como. Ma attenti: non si è trattato di una prodezza isolata. Perché anche nella sfida del girone d’andata, il Parma andò di traverso a Conte rimediando uno 0 a 0 al Maradona che fece notizia oltre che rumore. Fu una sorta di avviso ai naviganti sui tormenti successivi. Calcolatrice alla mano, i punti sottratti al Napoli sono diventati 4, 4 su 6. Anche nei confronti del Milan, secondo dietro la capolista fino a una settimana prima, il Parma di Cuesta è stato uno splendido guastafeste. Tra la sfida dell’andata (da 0 a 2 dei rossoneri rimontò 2 a 2) e quella più recente di San Siro (0 a 1 con gol contestato di Troilo nel finale) il bottino è risultato ancora più ricco: 5 punti sui 6 disponibili. Morale della ricostruzione: il Parma ha lavorato sodo oltre che per sé stesso anche per Cristian Chivu, l’eroe della salvezza di qualche mese prima, “pescato” nel settore giovanile da Federico Cherubini e lanciato sulla panchina di serie A per le ultime 13 partite. Proprio quel successo contribuì ad accendere i riflettori di Marotta e Ausilio sull’esponente storico del triplete.

Poi possono “sfottere” Cuesta per aver schierato il torpedone davanti alla porta e qui la riflessione è una soltanto: se ti capita di andare davanti al Napoli dopo 30 secondi con un classico lancio del portiere, una gaffe della difesa napoletana (Juan Jesus) e una deliziosa stoccata di Strafezza, cosa fai? Ti difendi con le unghie e con i denti o ti lanci all’assalto del qualificato rivale lasciando praterie alle spalle come è successo puntualmente al Como di Fabregas sul 2 a 1? A ben riflettere, poi, l’autentica differenza tra l’Inter e i due mancati inseguitori è certificata da un numerino della classifica riferito ai gol realizzati. Chivu ha un attacco formidabile da 75 gol complessivi, il Napoli ne ha collezionati 48, addirittura uno in meno il Milan di Allegri (47) che non ha mai avuto a disposizione quest’anno il miglior Leao e ha usufruito a mezzo servizio di Pulisic, a secco addirittura dal 28 dicembre.

Ultima curiosità che scolpisce in via definitiva il distacco maturato: il Napoli è diventato il nuovo recordman dei successi di corto muso, per 1 a 0 cioè mentre Allegri per la quarta volta è rimasto senza gol. Sapete quante volte lo stesso destino è capitato all’Inter fin qui? Due volte. Ed entrambe le volte in occasione dei due derby di Milano.

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