Bologna, sogno Italiano: la doppia rimonta

La squadra rossoblù sogna di recuperare l'Aston Villa in Europa League e l'Atalanta in Serie A
Bruno Bartolozzi
Bruno Bartolozzi

5 min

Pubblicato il 13.04.2026, 09:52

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Sembrava solo il prologo all’ultimo atto della disperata impresa di Birmingham, da gestire più per onore che per convinzione e invece il Bologna ha lanciato ieri la grande operazione rimonte. Su entrambi i fronti: Europa League e campionato. La squadra di Italiano ha ritrovato energia e fiducia guardando all’impresa da mille e una notte (da comprimere in una soltanto) in Inghilterra, sulla quale non si è mai smesso di lavorare da giovedì passato. Vincere aiuta a vincere, recita un masticato proverbio del calcio. Ma quando le possibilità si abbassano ci si affida proprio al cuore e perché no, alla saggezza popolare.

Bologna, operazione rimonte: prima sull'Aston Villa...

E quindi avanti verso il Villa Park con la consapevolezza estrema degli spartani, lasciando fare i conti sulle assenze e sulle statistiche a chi non vuole sognare (a proposito, l’Aston Villa non ha brillato in Premier contro il Nottingham Forest, 1-1). Ma non c’è solo la preparazione della festa del coraggio, la partita nella contea nelle West Midlands, che cadrà il giorno dopo del compleanno di Remo Freuler (34 anni) autore ieri di un gol che rende onore alla sua intelligenza e lucidità (terza rete nella sua storia rossoblù).

Poi sull'Atalanta...

No, c’è anche l’altra operazione rimonta, quella sull’Atalanta, in vista di un possibile riaggancio del settimo posto in campionato, ora distante solamente cinque lunghezze, al netto di diciotto punti ancora a disposizione e di uno scontro diretto, a Bergamo, nel quale il Bologna, per sopravanzare i nerazzurri, dovrà però ribaltare uno svantaggio di due reti. Proprio come nella gara di coppa di questa settimana (in campionato l’Atalanta ha espugnato il Dall’Ara con un netto 2-0). Alla fine la stagione del Bologna andrà come dovrà andare, si faranno i conti sugli errori strategici e tattici (e sulle tante occasioni buttate soprattutto in casa), ma la squadra di Italiano c’è e ci sarà fino alla fine, sperando poi in un esito favorevole delle semifinali di ritorno di coppa Italia che si svolgeranno la prossima settimana e che consentiranno forse da subito di trasformare il premio di consolazione del settimo posto in una fiche d’accesso alla Conference.

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Un Orsolini in più

In più c’è l’Orsolini ritrovato: 85° gol con questa maglia, dopo 14 turni di letargo, suo personale record negativo. Dall’ossessione con la quale ha cercato di segnare si è capito che insieme a quel pallone in rete si è liberato di un assillo. E questo non potrà che giovargli, magari proprio nelle due prossime sfide, con l’Aston Villa e con la Juventus, dove certi colpi di genio possono essere gli assi da calare, finora mancati a Italiano. Il Bologna quindi riafferra in qualche modo il proprio destino, anche se la presa è scivolosa. Tutto il contrario del Lecce che ieri ha fallito, per propria colpa, l’occasione di staccare la Cremonese e presentarsi lunedì prossimo alla sfida casalinga con la Fiorentina (oggi in campo contro la Lazio) in condizioni favorevoli o per lo meno idonee a provare l’allungo salvezza. La lotta per restare in serie A ha perciò segnato un momento importante anche se non decisivo. Perché c’è una legge che regola ogni velleità e tutte le ambizioni, rispettata anche in quest’ultima giornata. E contro la quale si possono infrangere le speranze degli uomini di Di Francesco. E’ semplice, ha due proposizioni, una integra l’altra: se non si segna non ci si salva, se si sbaglia in difesa non ci si salva. Se si fanno entrambe le cose nella stessa gara, si perde. E non si può sfuggire a questa regola aurea. Come accaduto al Lecce, ko proprio nelle ultime quattro partite (sei sconfitte nelle ultime sette gare, finora peggiore attacco della serie A). Mirko Stulic ha la responsabilità di aver cominciato la sagra degli errori fallendo lo 0-1, continuata con le cantonate in difesa, messe ad epigrafe di una grave sconfitta, proprio perché espressa da una sentenza con un dispositivo senza appello. Ora bisogna immergersi in uno sprint difficile da condurre se ogni prova viene macchiata da disattenzioni così estreme.

 

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