Viviano esclusivo: "Il futuro del Bologna è Pessina. Skorupski ora è un po' in difficoltà"

L’ex portiere si confessa e promuove Palladino: “Mi piace perché non si nasconde”
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Dario Cervellati
Dario Cervellati

6 min

Pubblicato il 15.10.2026, 08:21 (Aggiornato il 15.10.2026, 08:46)

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Emiliano Viviano, ci aiuti a sbrogliare la matassa. A Lecce, nonostante Pessina fosse reduce dagli impegni con la Nazionale, è stato scelto lui come titolare. Una decisione che ha confermato le difficoltà del portiere polacco, emerse già nelle prime giornate e, a quanto pare, anche durante gli allenamenti della sosta. Poi, però, è arrivato l’errore di Pessina. 

A questo punto, come si gestisce la situazione? 
"Il Bologna ha un portiere esperto come Skorupski, che ha fatto molto bene per tanti anni, ora un po' in difficoltà, e un ragazzo, che evidentemente si è meritato il posto da titolare. Se a Pessina è stata data questa possibilità, adesso bisogna continuare con lui. Non è un errore che cambia le cose e poi per la società se gioca Pessina è tutto di guadagnato, perché rappresenta il futuro".  
 
Non pensa che con Pessina si sia andati troppo in fretta? Nonostante anche lei fosse una giovane promessa, il suo esordio in Serie A è arrivato a 23 anni, proprio con la maglia del Bologna. Pessina ha debuttato nel massimo campionato che era ancora minorenne... 
"È vero che ha esordito molto presto in Serie A. Io alla sua età ero in B, ma tutto è relativo. Se devi rimanere appoggiato, senza giocare, è meglio andare a farsi le ossa, ma l'esperienza la può fare anche a Bologna. Certo, fare la riserva o il titolare sono cose diverse. Non sei più il giovane da cui ci si aspetta poco, ma lui ha dimostrato talento e di essere abbastanza sereno. A Lecce, a parte l'errore, ha fatto una partita scorbutica ma calma, si lavora tecnicamente, mentalmente e si va avanti".  
 
La testa in questi casi è molto importante per lasciarsi alle spalle un errore. Come si lavora da questo punto di vista?  
"Dipende dal carattere di ognuno, è soggettivo. C'è chi vuole rivedere l'episodio, chi preferisce di no, chi lo digerisce in fretta e chi ci mette più tempo. L'allenatore dei portieri deve essere bravo a capire come reagisce e trovare la chiave per entrare nella testa dei suoi giocatori".  
 
Per fare il portiere, però, già di base ci vuole un carattere forte. È un ruolo diverso da tutti gli altri e di grande responsabilità.  
"Di base, quando cresci facendo sempre il portiere, sai che sei un uomo solo al comando. Devi convivere con i tuoi errori, le tue paure, ma anche con la tua qualità. Però serve anche un allenatore che sappia aiutare a gestire le situazioni".  
 
Skorupski, domenica, ha guardato la partita dalla panchina. L'abbraccio con Palladino dopo il 2-1 di Enem è stato un segnale che la situazione è stata gestita nel modo giusto .  
"Skorupski mi sembra un ragazzo intelligente. Non ho visto l'abbraccio in diretta, ma questo gesto lo conferma. A nessuno piace non giocare, ma il rispetto per l'altro e per il gruppo vengono prima di tutto".  
 
La difesa potrebbe dare una mano maggiore ai portieri? 
"Per me è tutto nella norma. In estate è stato ceduto un giocatore fortissimo come Lucumi, poi è stata sbagliata la scelta dell'allenatore, non perché non fosse bravo, ma perché se lo cambi dopo 4 giornate vuol dire che non era quello giusto".  

Palladino può essere quello giusto? Nonostante il momento, non ha nascosto la sua ambizione. Lei a Firenze lo avrà seguito con attenzione.  
"Non mi piacciono gli allenatori che si nascondono, e lui non si è nascosto. A Firenze qualche volta l'ho criticato, a posteriori, probabilmente sbagliando. Siamo stati ingenerosi nei suoi confronti perché ha fatto tanti punti ed esaltato la qualità di tanti giocatori".  
 
La vittoria di domenica può essere quella scintilla che riaccende la squadra? 
"Il Bologna sta passando una transizione. Negli ultimi anni ha avuto il rendimento più alto della sua storia recente. Ha vinto una Coppa Italia, ha lottato per l'Europa, poi ha venduto, provato con un allenatore esonerato. A Lecce la squadra ha dimostrato di essere solida ma ci sono giovani, tanti stranieri. Palladino ha bisogno di tempo per conoscere e capire l'ambiente Bologna, anche se lì, un posto meraviglioso, è facile ambientarsi". 
 
Può essere l'attacco il reparto che trascina gli altri? Cosa ne pensa?  
"C'è tanto talento. A me piace molto Cambiaghi, ma anche Bernardeschi, Orsolini e poi Piccoli e Dovbyk sono complementari. Ha pesato anche l'assenza di Odgaard, un giocatore importante per come lega bene il gioco, Penso che il Bologna farà un campionato tranquillo". 

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