Fazzini: "Il Cagliari è la scelta giusta"
Venti presenze per appena 574 minuti in campionato, nove e 431 minuti in Conference League. No, non è andata proprio bene l’avventura alla Fiorentina di Jacopo Fazzini, 23 anni, toscano di Massa, che adesso ha il fuoco nelle vene. «Sono arrivato al Cagliari con tanta voglia di riscatto. La scorsa stagione non è andata come speravo. E’ stata un’annata complicata, ma è nei momenti difficili che devi tirare fuori qualcosa di più. E ora voglio dimostrare questa voglia».
Giulini nel ritiro
C’è grande fermento nel ritiro montano in provincia di Brescia, dove è arrivato anche Tommaso Giulini, che ha trascorso la mattinata tra pedalate in bicicletta, autografi e selfie. A parte qualche momento di relax, il presidente ne approfitterà per fare il punto sul mercato con Pisacane e Accardi. Il campionato si avvicina a grandi passi, tra meno di un mese il Cagliari farà visita al Parma per la prima di campionato. E la squadra è ancora da completare.
Volti nuovi
Sinora, una rivoluzione ha interessato il centrocampo, con l’arrivo di Winks, Akarakiri e Romano, oltre a Fazzini. «Ho scelto il Cagliari perché mi ha voluto fortemente, dice Jacopo. «Ho parlato con Pisacane che mi ha illustrato le sue idee e mi ha fatto sentire al centro del progetto. Dopo un’annata come quella di Firenze, dove spesso ho giocato fuori ruolo, era importante trovare un ambiente che credesse in me. Vorrei divertirmi, giocare nel mio ruolo e dimostrare quello che so fare». E poi proprio sul ruolo: «La mia posizione preferita è quella di mezzala, sia a destra che a sinistra, ma mi piace anche stare più vicino alla porta. Ne ho già parlato con il mister e, in base alle partite, potrò interpretare ruoli diversi. Negli ultimi anni sono migliorato nella fase difensiva, voglio mettere le mie qualità al servizio della squadra».
L'ambiente
Per intanto, il rapporto con Pisacane sembra procedere sui binari giusti. «Fin dai primi giorni mi è sembrato una persona empatica. È un allenatore giovane, che sa capire i calciatori. Lo vedo quasi come un fratello maggiore: riesce a essere serio e un martello durante gli allenamenti, ma allo stesso tempo sa scherzare e creare il giusto clima fuori dal campo. Stiamo lavorando per essere aggressivi nel possesso palla, ma anche cinici sotto porta. Il mister ci chiede qualità nel palleggio, senza però fare un possesso sterile, e allo stesso tempo grande disponibilità nella fase di non possesso. Dobbiamo essere pronti a pressare e a recuperare il pallone quando serve: è questa la direzione che stiamo seguendo. Mi considero un centrocampista moderno, credo di poter portare qualità, freschezza e sostanza».
Il calcio dentro
Fazzini è cresciuto a pane e pallone. Il bisnonno materno, Mario Baldini, segnò quasi un secolo fa il primo gol della storia della Fiorentina e poi giocò anche nel Cagliari. «È incredibile che, dopo così tanto tempo, io abbia ripercorso le stesse orme. Anche per questo vestire questa maglia ha un significato speciale».
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