Fiorentina, adesso Pioli dovrà divertire

Leggi il commento sul nuovo tecnico della Viola
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 16.07.2025, 08:14

FiorentinaFiorentina Tutte le notizie sulla squadra

La clausola non fa più paura. Resta il rischio di una eventuale trattativa, ma a questo punto sarebbe un colpo troppo forte da buttare giù. Oggi tutto fa pensare che Moise Kean resterà a Firenze anche per la prossima stagione. Pure le sue parole vanno in quella direzione. Gratitudine e affetto, a cui aggiungere il raddoppio dell’ingaggio e la certezza di un posto da titolare nell’anno che porta (speriamo anche noi) al Mondiale, tutto questo ha convinto il centravanti della Fiorentina e della Nazionale a rimanere a Firenze.  

Con il “sì” di Kean, la crescita della squadra appare evidente. Nell’agosto scorso, a Palladino era stato consegnato un organico tecnicamente superiore a quello che aveva lasciato Italiano; a gennaio, altro ritocco per migliorare il gruppo; adesso un nuovo salto in avanti con la conferma dei tre giocatori più forti della scorsa stagione (De Gea, Gosens e Kean), più quella di Gudmundsson chiamato a un rendimento maggiore, più l’acquisto di Dzeko, Viti e Fazzini, più l’arrivo di Stefano Pioli. E in più la rapidità in cui tutto questo è stato realizzato, tantoché oggi al vecchio/nuovo allenatore della Fiorentina manca solo un elemento, il regista. 

L’anno scorso, in una stagione vissuta fra accelerazioni pazzesche (otto vittorie di fila, record storico eguagliato) e crolli improvvisi e pesanti, la Fiorentina è arrivata sesta con 65 punti. Negli ultimi cinque campionati di Serie A, solo una volta il quarto posto ha richiesto più di 70 punti, nel 2021-22 quando la Juve arrivò a quota 78. Nelle altre quattro edizioni, per l’ultimo posto per la Champions sono stati sufficienti 70 punti (tre volte) e 69 (una volta). Appena cinque punti di differenza dai 65 dei viola un anno fa. Ma se l’obiettivo-Champions è troppo ambizioso (e lo è vista la forza delle rivali), sarebbe un passo avanti pure la conquista dell’Europa League e anche in questo caso, tranne che nel 20-21 (Napoli quinto a quota 77), sono bastati sempre meno di 70 punti, l’anno scorso 69 con la Roma, 68 due anni fa, 64 nel 2022-23 e nel 2021-22 per entrare nella seconda coppa europea. Per fortuna, il calcio non risponde alla logica dell’aritmetica, è un gioco che va per conto suo, ma se la Fiorentina, come sembra, è cresciuta sul piano tecnico e se nel campionato scorso ha conquistato il maggior numero di punti dell’èra-Commisso, l’ambizione aumenta per forza.  

A Pioli è stato consegnato un gruppo di giocatori ben educati sul piano tecnico, manca solo un po’ di consistenza fisica, un po’ di muscoli, ma la linea appare chiara: la Fiorentina dovrà divertire. Sembra tutto preciso e per questo quasi sorprendente. La scelta dei giocatori, la conferma dei migliori e soprattutto l’arrivo di un allenatore che conosce l’ambiente e la tifoseria, che non sarà influenzato, in un senso o nell’altro, dalle critiche, che non si metterà a litigare con i tifosi del parterre, quelli che si siedono dietro le panchine, se gli urleranno di levare Tizio e mettere Caio. Pioli ha vissuto a Firenze i giorni tragici della scomparsa di Astori e ha saputo dare un senso a quello che un senso non ha. È stato allenatore e guida, è stato il riferimento, l’uomo a cui la Fiorentina si è affidata nel momento più drammatico della sua storia. Ora tocca di nuovo a lui.  

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario