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Fiorentina, la strada è lunga

Leggi il commento sulla vittoria dei viola in Conference League
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 03.10.2025, 08:54

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Al meno la Conference un sorriso lo porta sulle bocche dei viola e del loro allenatore. Tre partite, tre vittorie, otto gol segnati, due subiti. Chiariamo subito: il Polyssia (nei playoff) e il Sigma (al debutto del mini-campionato) faticherebbero a salvarsi nella nostra Serie B, tanto è modesto il livello tecnico di ucraini e cechi, ma questo non è tempo per fare gli schizzinosi dalle parti del Viola Park. Prendi la vittoria, tienila stretta e pensa alla Roma, oggi è l’unico consiglio che si può dare alla Fiorentina. Dovrebbe fare tanto, ma tanto di più, giocare tanto, ma tanto meglio, però adesso questo è il massimo che può offrire la squadra di Pioli.

È la ragione per cui con la Fiorentina di questi tempi conviene usare il microscopio per individuare i più piccoli, anche se a volte poco significativi, miglioramenti. Che ieri sera ci sono stati, quanto meno nello spirito della squadra e nella voglia di rovesciare una situazione che si sta facendo preoccupante. La modestia del Sigma ha dato una mano ai viola, che hanno cercato di ritrovarsi, soprattutto di capire il modo per diventare una squadra vera. Nonostante la vittoria, il cammino per arrivare al traguardo di “squadra” è ancora lungo, tuttavia con uno sforzo di buona volontà si può pensare che il percorso sia iniziato. In una scala da 0 a 10, la Fiorentina ha fatto almeno un gradino. Sarà faticoso, come si è visto anche contro l’ottava squadra del campionato della Repubblica Ceca (che incontrava la sedicesima della Serie A...), ma qualche bagliore, qualche movimento, qualche intuizione fanno sperare Pioli, pur senza dimenticare che De Gea, alla fine, non è stato proprio spettatore, ma ha risolto dei problemini con quattro belle parate. 

Ben altri esami dovranno verificare se davvero la Fiorentina, dopo un inizio-choc, sarà in grado di risalire e di mantenere le ambizioni annunciate alla vigilia della stagione, ambizioni che si appoggiano su giocatori non proprio scarsi, ma oggi involuti, inespressi e in qualche caso anche confusi. Ieri, per la squalifica di Kean, ha giocato Piccoli al centro dell’attacco e Dzeko alle sue spalle. Forse è solo un caso, ma il gol dell’ex cagliaritano, il primo in maglia viola, ricorda quelli che l’anno scorso segnava proprio Kean: ripartenza, attacco della profondità, diagonale sul secondo palo. Un doppio applauso a Ndour per l’assist di testa a metà campo per Piccoli e soprattutto per la sassata del 2-0. 

La mezz’ora di Fazzini avrà di sicuro convinto che di un giocatore con la sua tecnica e il suo dinamismo non si può fare a meno. Una riflessione anche sulla coppia Dzeko-Piccoli che ha funzionato a tratti. Non ha funzionato invece il lavoro di Fagioli rimesso da Pioli in mezzo al trio di centrocampo. Non ci siamo ancora con questo ragazzo, da un giocatore del suo spessore è lecito aspettarsi la giocata vincente, l’idea illuminante e invece niente, anche ieri partita anonima e deludente. Eppure è forte, forte davvero

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