La “bambola” dell’allenatore
La certezza aritmetica della salvezza non è ancora arrivata, ma nonostante questo... insignificante dettaglio a Firenze è già partita la “bambola” sull’allenatore della prossima stagione. Oggi i nomi sono tre: Sarri, Grosso e Vanoli. Cominciamo dal primo. Sarri ha una storia, un gioco, un’esperienza da vincitore in Italia e in Inghilterra, ha dimostrato una incredibile capacità di gestione in quella baraonda di Formello e quest’anno, col mercato bloccato, ha portato la Lazio in finale di Coppa Italia. In più, è fiorentino, anche se è nato a Napoli. L’estate scorsa aveva dato la sua piena disponibilità ad allenare i viola, ma non è mai stato preso in considerazione. Il motivo non può essere calcistico e, vista poi come è andata la scelta di Pioli, si è trattato di un errore clamoroso. Ma se quella specie di veto non sarà rimosso dai Commisso, il Comandante non entrerà nei “selezionabili” nemmeno per la prossima stagione.
Per Grosso Firenze sarebbe un bel salto
Passiamo a Grosso. Ne parlano tutti molto bene e non certo per il gol di Dortmund e il rigore di Berlino del 2006. Ne parlano bene i dirigenti con cui ha lavorato, il suo valore è confermato dai risultati, ha fatto benissimo l’anno scorso e anche quest’anno. Col Sassuolo. Ovvero col club dove le pressioni sono inferiori a quelle di tantissime piazze di Serie C. Grosso a Firenze, in un ambiente dove le pressioni sono superiori alla stragrande maggioranza delle piazze di Serie A, andrebbe verificato. Sarebbe un bel salto per lui.
Vanoli a Firenze ha fatto un'impresa
Siamo a Paolo Vanoli. I fatti sono chiari: una squadra ultima in classifica, a -8 dalla zona salvezza, data per retrocessa e calcisticamente defunta, sta per conquistare la conferma in Serie A col 15° posto. Chi non definisce straordinario il suo lavoro non ricorda cos’era la Fiorentina quando ha preso il posto di Pioli. L’impresa di Vanoli vale quella di De Rossi. Prima osservazione: la squadra non gioca un bel calcio, anzi. È vero, la Fiorentina non entusiasmava prima e non entusiasma adesso. Però vorremmo fare una domanda ai tifosi di Milan, Juve, Bologna, Parma e Torino, più su in classifica della Fiorentina: il gioco delle vostre squadre vi ha divertito? Mah. In ogni caso i viola qualche partita da squadra vera l’hanno fatta: a Bologna, a Como, a Cremona, in casa con il Crystal Palace e con l’Inter. Niente di scintillante, ma come prestazioni sono state più che convincenti.
Altra osservazione: l’ambiente storce il naso quando si parla dell’eventuale conferma di Vanoli. In giro non raccoglie tanti consensi. Ecco, qui dovremmo fare un bell’esame di coscienza collettivo e ricordare il passato lontano e recente. Claudio Ranieri venne salutato dai tifosi con questo striscione: “Ranieri, facci l’ultima magia, sparisci”. Con i viola aveva vinto Coppa Italia e Supercoppa e a Barcellona gli avevano scippato una finale di Coppa delle Coppe. Quando, dopo anni e altre vittorie, è tornato a Firenze alla guida del Cagliari, il Franchi si è alzato tutto in piedi per applaudirlo. Vincenzo Italiano se n’è andato anche per il malumore che avvertiva intorno a sé. A Bologna ha vinto la Coppa Italia, è tornato a Firenze con i rossoblù e la curva lo ha ricoperto di applausi. Poi è toccato a Palladino, 65 punti, record di 8 vittorie di fila e via con la contestazione finale. Per il verso opposto: è arrivato Pioli e tutta Firenze di nuovo innamorata. Si è visto come è finita. Quindi calma. Quanto meno Vanoli, dopo un anno così tribolato, avrebbe il vantaggio, rispetto ad altri suoi colleghi, di sapere dove mettere le mani per le operazioni di mercato in uscita.
Non conta chi va via, ma chi arriva
Chiudendo il campionato senza altre sofferenze non sarebbe semplice salutarlo con una stretta di mano e un grazie, soprattutto se al suo posto ne arrivasse uno dello stesso piano. Perché il punto è sempre lo stesso: non conta chi va via, ma chi arriva. Allegri, Conte, Spalletti, se fossero loro i candidati alla panchina della Fiorentina, di una squadra che l’anno prossimo non giocherà le coppe e partirà con la Coppa Italia a Ferragosto, allora sì, un bel saluto a Vanoli e il livello salirebbe. Ma non sono loro...
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