Viola di rabbia
Un enorme sospiro che non sarà di sollievo, ma anche di rabbia, di amarezza, di delusione, di avversione, scenderà stasera giù dalla collina di Fiesole e inonderà il Franchi. Sollievo perché questa terribile stagione si chiude con la salvezza, quando a metà campionato pochi ci speravano, tutto il resto perché la Fiorentina 2025-26 è stata davvero una pena.
Fiorentina, dalle stelle alle...
Volavano alte, oltre le nuvole, le parole di agosto. Champions League, si diceva. Invece Serie B, si temeva solo pochi mesi più tardi. È stato un rovescio continuo fin quando Vanoli, dopo essersi reso conto dov’era finito, ha preso il comando delle operazioni, sostenuto da Paratici, e ha evitato alla Fiorentina una retrocessione che sarebbe stata assai più umiliante delle due precedenti. Stasera la squadra potrebbe salvarsi dai fischi (ma ci crediamo poco, diciamo due possibilità su cento) soltanto con una vittoria piena di gol contro l’Atalanta dell’ex Palladino, che ha vissuto sulla sua pelle una contestazione proprio all’ultima partita giocata (e vinta...) al Franchi nel campionato scorso. Una vittoria che seguirebbe quella clamorosa di Torino contro la Juve, con annesso sgarbo sportivo ed economico piuttosto significativo ai danni dei bianconeri, una goduria per i tifosi viola. Ma se invece, come è quasi certo, lo stadio saluterà la squadra rinfacciando ai giocatori tutte le pene, le sofferenze, le sconfitte e le partite inguardabili di una stagione inspiegabile, l’allenatore no, l’allenatore non può subire lo stesso trattamento.
Hanno sbagliato tutti, non Vanoli
Hanno sbagliato tutti, la società, Pioli, i giocatori, la critica (compreso chi scrive) che a fine mercato estivo aveva giudicato la squadra più forte e più completa dell’anno precedente, chiuso al sesto posto con 65 punti. Ma Vanoli no. Se la salvezza non è un’impresa poco ci manca. Quando è arrivato c’erano condizioni assurde: allenatore esonerato con 4 punti in 10 partite, direttore sportivo dimesso, nuovo direttore sportivo che lavorava dall’Inghilterra, squadra terrorizzata, pessima condizione fisica e atletica, contestazione e soprattutto il presidente che stava per lasciarci. Si è salvato senza il contributo del miglior giocatore della stagione precedente, senza i 19 gol di Kean (si è fermato a 8). È mancato il gioco, è vero, ma a parte l’estrema necessità del risultato, non vanno dimenticate alcune partite fatte bene, da squadra vera, come a Como, a Cremona, in casa con l’Inter, a Torino contro la Juve. Non è una spinta per il suo rinnovo a Firenze, la Fiorentina può serenamente guardare altrove, ma sarebbe ingeneroso e sbagliato coinvolgere Vanoli nei malanni di questa stagione. Come medico, se l’è cavata bene. E se un altro medico prenderà il suo posto, che sia specializzato in chirurgia così da usare il bisturi, le pillole per stare meglio potrebbero non bastare.
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