La pressione ora è tutta su Conte

Leggi il commento del Corriere dello Sport sul successo dell'Inter capolista con il Monza
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 09.03.2025, 10:47

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Inter-Monza è stato un degno trailer di quel che sarà la lotta scudetto da qui alla fine. Da ieri sera la frase “non esistono partite facile” non è più considerata un luogo comune ma solo la fotografia dell’esistente. L’Inter di Inzaghi ha sudato e penato prima di superare la squadra di Nesta che è ultima in classifica e immersa in una situazione societaria che sembra tanto di disimpegno. Eppure per un’ora buona su San Siro ha aleggiato il fantasma del 5 maggio: in memoria di uno scudetto perduto che brucia ancora. Per fortuna degli interisti, ieri era l’8 marzo. E il finale è stato diverso. Il Monza nel primo tempo è andato avanti di due gol: il secondo lo ha firmato l’ex prodigio Keita con un tiro a giro da sigla tv. E non si sarebbe nemmeno potuto imputare a Inzaghi di aver sottovalutato la partita. Il buon Simone (molto più tranquillo a bordo campo rispetto al solito) conosceva benissimo le insidie della partita e ha schierato la miglior formazione possibile, con l’eccezione di Arnautovic al posto dell’acciaccato Thuram. Sotto di due gol al minuto 44, l’Inter è stata brava a non perdere la testa, a non farsi prendere dal panico. Mentalità da grande squadra. Da chi sa che dovrà tenere i nervi saldi fino alla fine. Il campionato si vince anche con la testa. La pazienza è la virtù dei forti e l’Inter è stata premiata col pareggio di Arnautovic prima dell’intervallo. Stavolta va sottolineato che Inzaghi i cambi li ha indovinati. Ha cominciato il secondo tempo sistemando sulle fasce Bisseck e Carlos Augusto (al posto di Pavard e De Vrij). E i risultati si sono visti. È aumentata la pressione sulle corsie laterali. Ed è arrivato il pareggio di Calhanoglu (bello il tiro del 2-2). Inzaghi ha dovuto fronteggiare anche la sfortuna. Zielinski, appena entrato, ha subito un brutto infortunio muscolare ed è uscito dopo quattro minuti. Al suo posto Correa. Ma i nerazzurri non si sono scomposti. Hanno continuato a giocare con la certezza che prima o poi il gol sarebbe arrivato. E così è stato. Tre a due e fine delle trasmissioni. L’Inter si è portata a più quattro sul Napoli e ha lasciato agli uomini di Conte la pressione di dover vincere per rimanere in scia. Sarà così fino alla fine e per ora alla corsa sono iscritte anche Atalanta e Juventus che stasera si sfideranno a Torino. L’Inter ancora una volta ha dimostrato di saper reagire alle circostanze negative. Di saper rialzarsi immediatamente. Era uscita maluccio da Napoli. Sia per la prestazione. Sia per la vittoria sfumata a tre minuti dalla fine. Sia per le polemiche che hanno travolto Inzaghi. Eppure i campioni d’Italia non si sono scomposti. Hanno ipotecato i quarti di finale in Champions e hanno recuperato due gol di svantaggio al Monza che non sarà il Real Madrid ma era comunque una situazione che avrebbe potuto alimentare la classica crisi di nervi che conduce alla sconfitta. La partita scudetto è lunga. Come ha risposto ieri Conte a chi gli chiedeva dello slogan “se vogliamo, possiamo”, «non cambia assolutamente niente, bisogna fare i fatti». Più chiari di così... 

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