Inter e Stankovic, ragione e sentimento
Se anche non ci fossero di mezzo i sentimenti, sarebbe comunque una scelta tremendamente complicata. Dare fiducia a un talento cresciuto in casa o giocare prudente, portando a casa subito 40 milioni per massimizzare il profitto, cioè la plusvalenza? Firmando per la seconda opzione, bisogna accettare il rischio che il rimpianto di non averlo mai visto in campo si trasformi nel rimorso per una cessione affrettata. Siccome parliamo di Aleksandar Stankovic, evidentemente, la portata emozionale della faccenda assume dimensioni tutt’altro che trascurabili. Un posto nel centrocampo dell’Inter bisogna meritarselo, non è mica una farmacia o uno studio notarile, una di quelle cose che si tramandano di padre in figlio perché si è sempre fatto così ed è socialmente tollerato... No, questa è una cosa seria. Ma cosa c’è di più romantico dell’idea di un figlio del Triplete in campo, allenato da un eroe del Triplete, nell’Inter che vuole continuare a vincere?
Aleksandar Stankovic ha sorpreso tutti: ora è pronto per tornare a Milano
La scelta di mandare Aleksandar al Bruges, mantenendo la recompra come in passato l’Inter aveva fatto per un altro prodotto del vivaio come Federico Dimarco, si è rivelata illuminata. In questo anno lontano da Milano, il secondo dopo la stagione trascorsa in Svizzera, Stankovic jr ha continuato a bruciare le tappe. Ha vinto il campionato, tanto per cominciare. E l’ha fatto da protagonista assoluto: nove gol in totale con il club belga, tre in Champions, e non sono pochi, conquistando anche un posto nella Serbia dei grandi. Ha visione di gioco, fisicità, ha la forza nel gioco aereo e il senso del gol. Non è un doppione dei giocatori oggi in rosa e ha l’età dalla sua parte: potenzialmente può essere un pilastro per i prossimi dieci anni, il Pio Esposito della mediana. Uno che Chivu ha visto nascere, non solo crescere.
Sirene dalla Premier per Stankovic Jr: il suo destino dipende dalle altre cessioni dell'Inter
Che abbia estimatori in Inghilterra non sorprende, che coltivi la legittima ambizione di tornare all’Inter per restare è più che naturale, che l’epilogo sia tutt’altro che scontato è pacifico. Perché le questioni tecniche e pure quelle di cuore, dopo tutto, devono sottostare ai vincoli economici e alle regole del mercato. Così il destino di Stankovic resta legato a quanto l’Inter riuscirà a incassare dalle altre cessioni (non del solo Frattesi si può vivere) e a quali degli obiettivi di mercato riuscirà effettivamente ad arrivare, tra Koné e Curtis Jones per esempio. I posti sono numerati ma Stankovic ha lo status di baby oggi e di prodotto del vivaio per gli anni a venire. Aspetta solo un’occasione.
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