La nuova Inter ricomincia da tre

Esperienza e gioventù: quante opzioni per Chivu. Esposito, Diouf e Bisseck partono subito forte e vogliono mettere in difficoltà il tecnico nelle scelte
Pietro Guadagno
Pietro Guadagno

4 min

Pubblicato il 26.08.2026, 09:28

InterInter Tutte le notizie sulla squadra

La vecchia guardia, che ancora guida e tira il gruppo. Ma anche il nuovo che avanza, che deve diventare un ricambio per il futuro. Nella vittoria dell’Inter sul Monza c’è stato tutto questo. Quindi i vari Lautaro, Barella, Bastoni, Dimarco e Calhanoglu, autore del primo gol. E, insieme a loro, Esposito, fondamentale per il gioco spalle alla porta, con l’aggiunta di una spettacolare rete di tacco, Diouf, sempre più a suo agio sulla fascia e autore di due assist, e Bisseck, che ha chiuso il risultato, ma che è stato pure il più sicuro là dietro. Servirà anche altro, ma intanto questo trio può assicurare nuova linfa vitale ad una squadra che ha sempre puntato sull’esperienza, ma che ora ha bisogno di gioventù e freschezza. 

Pio, non solo il primo rincalzo

In vetrina c’è innanzitutto Pio, 21 anni compiuti da un paio di mesi, ma ormai protagonista sul palcoscenico interista, oltre che su quello azzurro. Il club nerazzurro ha puntato su di lui sin da quando era un ragazzino, trovando piena corrispondenza nei fatti. Ora è pronto blindarlo ulteriormente con un altro rinnovo di contratto: nuova scadenza nel 2031 e quasi 3 milioni a stagione. Continuando così, peraltro, sarà sempre più difficile tenerlo fuori. Insomma, Lautaro e Thuram restano i titolari, ma Esposito non è più soltanto il primo ricalzo. L’Inter si è costruita in casa l’erede dei suoi bomber. 

Guarda la gallery

Se Spence è considerato la certezza, Diouf è la variabile con le potenzialità per diventarlo

È ancora presto, invece, per capire davvero cosa diventerà Diouf. Di sicuro, quella di spostarlo in fascia è stata un’intuizione azzeccata di Chivu. Partendo largo, infatti, le sue qualità, ovvero gamba e uno contro uno, possono esaltarsi. Poi è chiaro che debba disciplinarsi e che debba crescere nella fase di non possesso. Intanto, però, l’Inter ha un’arma in più. Che può funzionare a partita in corso, come era accaduto in più occasioni lo scorso anno, ma anche da inizio gara. Non c’è un altro giocatore nerazzurro con quelle doti. Toccherà a Chivu scegliere quando ricorrervi: se Spence è considerato la certezza per il post-Dumfries, Diouf è la variabile con le potenzialità per diventarlo. 

Bisseck: "Se vogliono il mio posto devo morire"

A differenza di Pio e Diouf, Bisseck non è così giovane (26 anni da compiere) e sta pure cominciando il suo quarto anno in nerazzurro. Tuttavia, è solo dalla metà della scorsa stagione che è diventato titolare. La sua è stata una crescita costante: applicazione e lavoro gli hanno permesso di sviluppare le sue qualità, ma anche di limitare i suoi difetti, come qualche distrazione o eccesso di confidenza. In questi mesi, l’intesa con Akanji si è consolidata. L’innesto di Stones, per la verità, potrebbe anche modificare le gerarchie. Ma come ha detto proprio Bisseck: «Se vogliono il mio posto devo morire...». 

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario