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Juve, e io pago

L’andamento sportivo deludente della squadra obbliga la Juventus a rivedere i suoi piani: la Exor verserà subito 15 milioni nelle casse bianconere
Alessandro F. Giudice
Alessandro F. Giudice

4 min

Pubblicato il 29.03.2025, 08:13

JuventusJuventus Tutte le notizie sulla squadra

Alla fine, l’andamento sportivo deludente della squadra obbliga la Juventus a rivedere i suoi piani. L’obiettivo dell’autosufficienza economica è ufficialmente sfumato, alla luce del comunicato diffuso ieri sera, con cui il CdA corregge le previsioni di breve. Benché resti ufficialmente in piedi il piano strategico triennale (al 2026/27), con l’obiettivo di pareggiare i conti solo rinviato. La controllante Exor verserà subito 15 milioni nelle casse bianconere: un acconto dell’aumento di capitale deliberato ieri, che potrà arrivare al 10% dell’attuale valore di mercato della società, cioè fino a 116 milioni ai prezzi di borsa attuali. La decisione di ricorrere nuovamente al contributo dell’azionista non sorprende: il piano industriale è legato a diverse condizioni (tra cui la qualificazione Champions, il passaggio agli ottavi, i ricavi del player trading) senza le quali la strada diventa molto stretta. La qualificazione alla prossima Champions è ancora possibile ma gli introiti di questa stagione si sono fermati ai playoff e l’esonero di Thiago Motta comporta costi imprevisti che il piano non poteva contemplare. Di fatto, il versamento finisce per coincidere con il costo dell’esonero che avevamo quantificato una settimana fa, su queste colonne, in una quindicina di milioni e che la stessa società cita tra le cause dello scostamento.

Juve, speranza Mondiale

Sul fronte dei ricavi, alla luce delle stime diramate dalla Fifa, la Juve può sperare di ricavare dal Mondiale per club più di quanto aveva prudenzialmente previsto: da qui la dimensione ancora indeterminata dell’aumento di capitale, che potrebbe fermarsi ai 15 milioni attuali nella migliore delle ipotesi. La tempistica dell’intervento solleva qualche dubbio: l’urgenza potrebbe essere forse imposta dalla necessità di rispettare l’indice di liquidità, previsto dalle norme federali, la cui rilevazione è fissata al 31 marzo? Il club smentisce di avere questa necessità. 

Juve

L’altro aspetto interessante dell’operazione annunciata ieri è l’esclusione del diritto di opzione: una modalità mai seguita in occasione degli aumenti di capitale precedenti. Prevista dal Codice Civile “quando l’interesse della società lo esige”, questa prassi comporterà che a sottoscriverlo non saranno i piccoli azionisti ma solo la controllante Exor (a cui l’aumento è riservato) la cui quota percentuale di proprietà sarà quindi leggermente incrementata. Una scelta suggerita forse dall’opportunità di evitare costi e lungaggini di un collocamento azionario, per il quale le norme prevedono la redazione di un prospetto informativo, la preparazione di una situazione patrimoniale, la formazione di un consorzio di collocamento. Adempimenti che richiedono diversi mesi, mentre in questo caso (anche per le dimensioni probabilmente contenute dell’operazione) si preferisce mantenere un andamento snello. Cosa potrà invece comportare, per il management e la direzione sportiva della Juventus, la necessità di ricorrere nuovamente al contributo dell’azionista e quali conseguenze sulla struttura del club avrà la rapida capitolazione dall’obiettivo di rendere autosufficiente il club, sarà il tempo a dirlo.  

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