Juve, il marchio di fabbrica
I gol e le vittorie sono come i figli, sono tutti belli. Ma la rete su cui la Juventus ha costruito il preziosissimo successo di Bergamo, porta con sé la gioia degli eventi particolarmente cercati. Sarebbe più corretto dire studiati. Sono stati gli uomini scelti da Luciano Spalletti a infiocchettare il regalo di una notte vissuta da soli al quarto posto. In attesa del Como stasera contro l’Inter. E con il Milan di Allegri appena tre punti più su e lo scontro diretto in programma tra due settimane. Il gol, dicevamo. Architettato da Conceiçao in collaborazione con i due uomini scelti da Luciano fresco di rinnovo: Boga e Holm. Proprio loro, i due colpi del sottovalutato mercato di gennaio.
Juve, il sottovaltato mercato di gennaio. Un gol e una vittoria figli di un'idea
Sottovalutato un po’ perché condotto al risparmio. E un po’ perché da queste parti ci si era quasi abituati ad acquisti infelici. Ma stavolta è andata diversamente. L’ivoriano è stato piazzato da Spalletti a fare il finto centravanti (in panchina ce n’erano tre veri: David, Openda e Milik, con Vlahovic infortunato cronico). E a Holm è stata affidata la fascia destra. Su un suo cross a inizio ripresa, la difesa atalantina si è addormentata e l’ex Boga ha segnato il suo quarto gol in bianconero in appena nove partite. O meglio, quattro gol nelle ultime cinque. Da quella rete del 3-2 all’Olimpico, non si è più fermato. Un momento che ha cambiato verso alla stagione bianconera. Un gol e una vittoria figli di un’idea. E anche della capacità di saper soffrire lungo tutto il primo tempo in cui l’Atalanta ha giocato a ritmi superiori e avrebbe meritato il vantaggio. Ha colpito il palo con Scalvini e si è divorata l’1-0 con Zalewski. Anche Di Gregorio merita una menzione. Il calcio è questo. Devi saper essere incudine e martello. Le vittorie di corto muso non sono un’esclusiva della Toscana di scoglio.
Juve, davanti a Elkann la dimostrazione di essere squadra
Davanti a John Elkann - in tribuna per la “prima” di Spalletti post rinnovo - la Juventus ha dato ancora una volta dimostrazione di essere squadra. Non scintillante. Non bella da vedere. Però in grado di esibire quel carattere che è sempre stato il marchio di fabbrica. Non a caso una delle vittorie più importanti della gestione Spalletti è arrivata in una delle serate più anonime di Yildiz. Se Spalletti toglie il turco per primo, al minuto 58, e al suo posto fa entrare David, non c’è bisogno di soffermarsi ulteriormente sulla prestazione del numero dieci. Non era una serata da tocchi o palati fini. Proprio da un suo errore in disimpegno, è nata l’occasione di Zalewski. Il successo per 1-0 a Bergamo conferma che l’impianto costruito da Spalletti funziona. E che la Juve ha fatto benissimo ad affidargli il futuro. Ora manca la seconda parte. Perché le prestazioni sono figlie anche e soprattutto della qualità della manodopera a disposizione.
Palladino ha restituito l'anima all'Atalanta, ora dovrà farla tornare squdra
L’Atalanta ha disputato un ottimo primo tempo. A calcio, com’è noto, sanno giocare. Poi, però, nel momento clou si distraggono o sono poco precisi. Le partite si perdono anche per mancanza di presa mentale. I patiti della moviola parleranno di un braccio di Gatti in area nel finale.
Ma il football è anche altro rispetto all’anatomia. Palladino ha restituito l’anima alla formazione dei Percassi. L’anno prossimo dovrà farla tornare squadra. I match si decidono sui dettagli. Se devi sempre giocare al 100% per portarli a casa, diventa dura. Spalletti e la Juventus lo hanno capito.
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