Juve, le idee chiare di Spalletti

Il commento sulla vittoria dei bianconeri contro il Bologna di Italiano
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 20.04.2026, 09:29

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Il primo gol è dell’Aston Villa, non della Juve. Il Bologna era rimasto al Villa Park, stremato e frastornato dalla quaterna inglese. Dopo appena quaranta secondi ha rischiato di brutto, dopo un altro minuto ha preso il gol. Della Juventus, però, è tutto il resto, la vittoria, il gioco, la qualità mischiata alla velocità delle sue azioni e soprattutto la feroce motivazione di chiuderla prima possibile. Se Como e Roma, le rivali per il quarto posto, ti danno una mano, sarebbe da stupidi rifiutare. Si accetta il regalo, si ringrazia e si saluta.

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Juve, parte la corsa al titolo di "vice campioni d'Italia"

Una settimana fa la Juve era uscita con affanno, ma con i tre punti, dal campo di Bergamo. Stavolta nessun affanno, nessun dubbio sulla chiarezza del suo successo. Due gol buoni, un gol annullato per un fuorigioco di centimetri, una traversa e altre tre nitide occasioni, questi sono stati i 90 minuti della squadra di Spalletti che ieri ha ravvivato e allargato la corsa al secondo posto. Vuol dire poco, basta arrivare quarti per entrare in Champions e mettersi al riparo sul piano economico, ma vuoi mettere la soddisfazione di Luciano se aggancia Allegri e Conte. Domenica sera c’è Milan-Juventus, con lo scudetto praticamente già alla Pinetina, con gli altri tre posti in Champions già assegnati o quasi, la corsa per il titolo di “vice campioni d’Italia”, magari solo per la presenza in corsa di tre allenatori scudettati e non proprio legati da profonda amicizia, può diventare divertente, l’ultimo passatempo della stagione di vertice.

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Juve prima nella classifica del pressing e i suoi derivati

La Juve sta bene e se poi ritrova, come è capitato ieri sera, anche i gol di un centravanti può sentirsi ancora più tranquilla. David ha segnato dopo 78 giorni, ma in questo momento la differenza dei bianconeri rispetto a tutte le altre è sui lati del campo. Boga e Conceiçao puntano l’avversario ogni volta che entrano in possesso di palla e lo saltano una volta su due, come è successo ieri. E Yildiz ha cominciato in panchina... Poi c’è McKennie, l’uomo ovunque, con la forza del mediano e il piede del regista: l’assist per il 2-0 di Thuram era esatto come un mezzo giro di compasso. E c’è altro ancora, la fisicità di Thuram, l’organizzazione di Locatelli, l’attenzione di Kelly, ma su tutto, sopra tutto, c’è l’idea di Spalletti che da quando è arrivato a Torino ha portato la Juventus al primo posto nella classifica del pressing e i suoi derivati (recupero palla, recupero palla sulla trequarti, eccetera). Il Bologna si è un po’ ripreso nel secondo tempo quando ha avuto anche la possibilità di riaprirla col palo di Rowe sul 2-0. Un lampo intorno a qualche tentativo andato a vuoto. Con rabbia (e Rowe) ha attaccato anche quando è rimasto in dieci, ma era difficile risalire dopo 45 minuti di sola sofferenza.

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Bologna, conta il percorso

Le sconfitte di Birmingham e Torino, sei gol presi in quattro giorni, hanno quasi chiuso la stagione dei rossoblu. Per agganciare il settimo posto serve non solo l’impresa del Bologna ma anche il crollo dell’Atalanta. Quest’anno poteva fare di più? Forse sì. Aveva abituato i suoi tifosi a sedersi in un ristorante a tre forchette e stavolta è finito in trattoria. Dove però si mangia bene lo stesso e il Bologna, anche senza risultati, spesso ha soddisfatto il palato della sua gente.

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Conta il percorso, per questo sarebbe ingeneroso, oltre che ingiusto, definire deludente l’annata di Italiano e della sua squadra. Il telaio è robusto, la qualità non manca, l’allenatore (se resta) ha idee chiare, il futuro non è affatto nebuloso. In ogni caso il campionato non è ancora finito, da ora in poi il Bologna deve tenersi stretto tutto il suo orgoglio e chiudere la stagione tornando a vincere.

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