Juve, svolta di buonsenso
Sipario. Finiscono qui Damien Comolli e la scombicchierata Juventus che aveva costruito sulla pietra d’angolo dell’algoritmo, ereditata giusto un anno fa da Cristiano Giuntoli, pure lui al centro di un progetto miseramente fallito. Con un mese di ritardo, la quarta rivoluzione bianconera in meno di quattro anni (da Agnelli a Scanavino, da Scanavino a Giuntoli, da Giuntoli a Comolli, da Comolli a Carnevali) è diventata un evento ineludibile in capo alla stagione appena conclusa, alle inguaribili frizioni con l’allenatore, ai guasti di mercato compiuti l’estate scorsa e alle prospettive poco incoraggianti per quella che inizierà tra un mese, con il ritiro del 13 luglio.
Addio Comolli, quell'aria diventata irrespirabile
Al di là dei risultati disastrosi, Comolli è riuscito nell’impresa (l’unica) di rendere irrespirabile l’aria della Continassa, poco amato dai dipendenti, poco stimato da Luciano Spalletti, (mal)sopportato da Giorgio Chiellini, supportato appena da Modesto. Che ha assunto e che se ne andrà. Per troppo tempo è stato un uomo solo al comando di una società più grande di lui. Lui che in carriera ha avuto come apice professionale la presidenza del Tolosa dopo essere transitato senza rilevanza in Premier. Crediamo che nessuno, a cominciare dai tifosi, ne sentirà la mancanza. Meno che mai il signor Lucio, il vero vincitore di questa triste vicneda.
Comolli, dall'ultimatum di John Elkann alla frattura con Spalletti
John Elkann, nel faccia a faccia di fine maggio, aveva concesso a Comolli un mese per fornire segnali di fumo diversi: doveva vendere bene quello che aveva comprato male, pure con qualche inevitabile sacrificio di top player, e gettare le basi per il rilancio. Invece sono evaporati all’improvviso il portiere Alisson Becker e l’esterno scozzese Robertson che a Spalletti erano stati dati per “presi”. Narrano le cronache, che a quel punto la fessura tra l’allenatore dall’amministratore delegato sia diventata un canyon.
Nell’impossibilità di continuare, meglio ri-ri-rivoltare pagina. Ma la Juventus ha perso un mese, preziosissimo, perché persino i sassi avevano intuito che la convivenza tra i due sarebbe stata impossibile e pericolosa. Giorno dopo giorno nel Cda bianconero è gonfiata la frangia di chi meditava il cambio al vertice. Ormai c’era solo Elkann da convincere.
Juve, oggi il Cda straordinario e le ufficialità di rito: arriva Carnevali
Oggi un Cda straordinario consegnerà il club nelle mani di Giovanni Carnevali, che è uomo di calcio ed ha fatto cose ottime con il Sassuolo. Forse è la prima mossa gusta di Elkann dai tempi bui di Cobolli Gigli e Blanc. Carnevali significa puntare sui giovani, molti dei quali italiani. Una svolta nel segno del buonsenso. Abbastanza per dire e dare un adieu.
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