Lazio, il futuro è di Matteo Cancellieri
Dal finale western nel saloon dell’Olimpico esce un pari che non piace a nessuno ma non sarebbe onesto discutere. Lazio e Toro se le sono date di santa ragione, sia calcisticamente che materialmente nella rissa che ha preceduto il rigore conclusivo. Un tempo ciascuno e così sia. È stata una partita divertente per noi spettatori, sei gol, squadre aperte e tignose, ma non so quanto per i due allenatori. Sarri ha disertato ancora una volta le interviste per un improvviso mal di testa (!), Baroni è apparso un po’ mesto nel commentare la gara, chissà se il punticino servirà a convincere Cairo di avere un ottimo allenatore. Certo l’erroraccio di Dembelé nel finale toglie certezze all’ex laziale, ma dev’essere comunque contento della propria squadra, capace nella ripresa di prendere in mano la partita e mettere in crisi la Lazio. Il pari non piace neanche a Sarri, che per risalire la classifica dovrebbe approfittare dei turni casalinghi. Eppure riacciuffare il Toro, questo Toro, con una squadra così rattoppata (senza Zaccagni, Guendouzi, Rovella, Marusic, Vecino, Dele Bashiru e Pellegrini) dovrebbe rasserenarlo. Col nuovo vestito tattico, senza i ghirigori del palleggio a tutti i costi ma con la praticità e i lanci lunghi a cominciare da Provedel, la manovra offensiva ne guadagna - sei gol nelle ultime due partite - anche se una registrata alla difesa appare necessaria.
Cancellieri show nell'emergenza
L’emergenza, poi, può anche riservare qualche lieta sorpresa. Per un Mattia (Zaccagni) che va ad infoltire l’infermeria, c’è un Matteo (Cancellieri) che fa stropicciare gli occhi dell’Olimpico. Due gol da grande attaccante, due prodezze che possono appartenere soltanto a un ragazzo di 23 anni con un futuro già scritto. Romano, ex bomber delle giovanili romaniste, un prediletto di Roberto Mancini che due anni fa lo ha fatto debuttare in Nazionale contro la Germania. Romano come Cataldi, posando sul dischetto da vero capitano un pallone pesantissimo. Cancellieri come Cataldi sono panchinari d’emergenza. Il primo gioca dall’inizio del campionato per l’indisposizione di Isaksen, il secondo è il sostituto naturale di Rovella. Giocatori di scorta anche Pedro che ha strappato il pallone a centrocampo e servito Cancellieri, Basic che con il contagiri ha innescato il secondo gol di Matteo e Noslin sballottato da Coco quando il sole stava tramontando. La sosta è una benedizione per Sarri, che potrà recuperare qualcuno dall’infermeria e affrontare con una rosa più ampia una complicata ripresa del campionato (Atalanta, Juve e Inter nelle prossime cinque giornate). Ripresa dura per Baroni: Napoli, Genoa e Bologna nelle prossime tre. La sfida Sarri-Baroni, allenatori di ieri e di oggi della Lazio, si è spenta subito, quando il secondo è stato chiamato e applaudito dalla Curva Nord. Baroni ha lasciato un buon ricordo.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
