Milan, l’attacco e l’impresa
Dalla sosta delle nazionali non arrivano notizie confortanti sul conto dell’attacco milanista. Leao è ancora fermo in Portogallo, rientrerà a metà settimana prossima sperando che le cure nel frattempo intraprese risultino efficaci e gli consentano almeno di chiudere la stagione con un rendimento decente a causa della salute fisica minata dal flagello della pubalgia. Ha dato buca anche alla sua nazionale e si sa che in questo periodo tutti i calciatori sono molto più sensibili al richiamo della foresta del futuro mondiale rispetto ad altri periodi. Dagli USA le referenze sul conto di Pulisic, che è poi il capitano della sua rappresentativa, il simbolo del movimento, non sono certo più rassicuranti. Zero gol come se fosse inseguito da una sorta di maledizione -nel campionato italiano è assente dal tabellino marcatori da dicembre scorso- e ha incassato qualche critica di troppo a tal punto da suggerirgli di intervenire nelle interviste di fine partita per rassicurare il team. «Sono abituato alle pressioni, prima o poi mi sbloccherò» è il messaggio lanciato. Ottimismo di facciata. Chiunque indossasse da oggi in poi i panni stretti di Max Allegri dovrebbe sentirsi a disagio perché siamo esattamente alla immediata vigilia della sfida con il Napoli che riaprirà più che la lotta scudetto il duello punto a punto per il secondo posto con l’armata di Antonio Conte dove stanno rientrando i migliori esponenti dai rispettivi infortuni.
Milan, un'impresa i 63 punti con Leao e Pulisic al 30% del loro standard
Scontata la prima obiezione: ma Allegri e il Milan non sono forse “allenati” ad avere la coppia più accreditata dell’attacco a rendimento ridotto? La risposta è naturalmente sì ma questo non significa certo che dover rinunciare ancora al contributo dei due per fare ricorso a Fullkrug o Gimenez appena recuperato a una decente condizione fisica oppure alla velocità di Nkunku costituisca una buona notizia. Piuttosto il vero quesito da rivolgere a coloro che addebitano a Max un andamento lento in classifica - per via del solitario impegno in campionato - è esattamente il seguente: con Leao e Pulisic ridotti al 30% del loro standard tradizionale dall’inizio del torneo, i 63 punti collezionati nel frattempo rappresentano una piccola impresa oppure no? Perché la riflessione abbia maggiore comprensione proviamo a dare un giochetto così concepito: riduciamo al 30% il rendimento di Lautaro e Thuram, oppure di Hojlund e McTominay, o ancora di Nico Paz & c. e proviamo subito dopo dopo a immaginare la relativa classifica. E magari scopriremo una lettura completamente diversa di quei 63 punti e del secondo posto fin qui raggiunto.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Da non perdere
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


