Caro Leao, c’è bisogno di altro
A dire il vero non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di spiegare, con poche semplici frasi, il motivo calcistico per cui anche a Verona, e senza i fischi del pubblico amico, Allegri si vede costretto a un certo punto della ripresa, mentre i suoi arretrano pericolosamente, metro dopo metro, dinanzi all’avanzare coraggioso del Verona, a sostituire Rafa Leao. È vero: bisogna riconoscergli il merito nel primo tempo di quell’assist delizioso a favore di Rabiot che il francese, unico pilastro di cemento armato di questo Milan svuotato di molte energie, trasforma in una rasoiata decisiva per acciuffare il successo e i tre punti che servono come ossigeno per riprendere la corsa verso la Champions. È sempre vero: quell’intesa ricorda molto, nello svolgimento, lo stesso blitz con cui a Como i due, Leao e Rabiot, riuscirono a capovolgere l’1 a 0 di Fabegras firmando il provvidenziale 2 a 1 poi arricchito da un’altra stoccata del francese.
Leao, sesto assist stagionale ma non c'è traccia di un tiro in porta
Di Leao è il sesto assist della stagione raccontano le statistiche e nessuno può sminuire l’importanza di un servizio del genere reso alla patria. Ma da Rafa, punta con Pulisic, e dallo stesso americano, si pretende a giusta ragione qualcosa degna di un attaccante doc. Niente di straordinario ma almeno un tiro in porta, una conclusione di testa, una presenza minacciosa in area di rigore altrui almeno. E invece di tutto questo non c’è traccia in nessuno dei due e in particolare nel portoghese che addirittura quando tenta uno scatto nella ripresa si fa riprendere facilmente.
Leao, sostituito e sconsolato
È questo il segnale che fa scattare la decisione sulla panchina milanista. E allora Leao, sconsolato, continua a chiedere ad Allegri e ai suoi collaboratori: “Perché sempre io?”. Perché se quello è il suo contributo con il Milan che nella ripresa comincia a soffrire il ritorno del Verona, allora c’è bisogno di altro. Poi quando tocca a Gimenez non ci sono tracce sul taccuino degli appunti. Anzi una sua posizione in fuorigioco toglie a Gabbia - un altro che si guadagna la pagnotta al rientro - la soddisfazione legittima del gol che avrebbe tolto gli affanni e soprattutto consentito ad Allegri di non perdere dieci anni di vita nei minuti finali.
Con un attacco senza munizioni dove può arrivare il Milan?
Ed è per quello che proprio il tecnico medita addirittura di sostituire al volo il messicano con Fullkrug! E allora la morale di tutto questo scenario, a una settimana dalla sfida con la Juventus, è sempre la stessa: con questo attacco senza munizioni, dove può arrivare il Milan?
I ritardi di Leao e Pulisic sono noti ma il deficit è accentuato però da quello che mostrano i sostituti appena chiamati alla sostituzione. Zero Gimenez, zero Nkunku. E con questi zero in condotta il secondo posto in comune col Napoli è davvero un risultato da analizzare con una lente d’ingrandimento. Per cogliere più i meriti di pochi (Rabiot, Maignan, Gabbia) che i limiti di molti altri.
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