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Napoli, un ruolo inedito

Leggi il commento sul ruolo di favorita della formazione di Antonio Conte per il prossimo campionato di Serie A
Mimmo Carratelli
Mimmo Carratelli

5 min

Pubblicato il 17.07.2025, 08:52

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Ruolo inedito per il Napoli. Campionato 2025-26, per la prima volta nella sua storia il Napoli parte da squadra favorita per lo scudetto. Mai successo, neanche ai tempi di Maradona. Bookmakers, tecnici e opinionisti di rilievo indicano il secondo Napoli di Conte come la squadra candidata alla vittoria finale, da Sacchi ad Allegri che, sotto sotto, vuol mettere pressione a Conte. La continuità della guida tecnica (Antonio Conte, garanzia doppia), rispetto a molte squadre che hanno cambiato allenatore, e il calciomercato azzurro molto mirato sostengono la previsione favorevole al Napoli.

Lo straripante Napoli di Spalletti e, men che meno, il Napoli di Conte non partirono da primi candidati allo scudetto. Sono state due vittorie a sorpresa. 

Spalletti utilizzò l’interruzione del campionato per il Mondiale in Qatar (20 novembre-18 dicembre 2022) sulla scorta dell’esperienza in Russia alla guida dello Zenit di San Pietroburgo (2009-14) dove il campionato si ferma in inverno. Scatenò il Napoli nella prima parte, con la rivelazione del georgiano Kvaratskhelia, sconosciuto ai più, acquisendo un robusto vantaggio, nel flop delle squadre milanesi e della Juventus, che gestì nel ritorno pur nella flessione della squadra. 

Conte ha vinto con la ferocia degli allenamenti, l’ossessione per la vittoria e il sacrificio di un gruppo disposto a seguirlo fino in fondo. Favoritissima era l’Inter, candidata al triplete: campionato, Champions e Coppa Italia. Nel duello Napoli-Inter lo stress ha logorato maggiormente la formazione milanese, Napoli in testa per 21 giornate, alla pari i due confronti diretti (1-1), l’Inter rimontando gli azzurri a Milano, il Napoli rimontando l’Inter al Maradona. È possibile che nell’Inter sia successo qualcosa nello spogliatoio tant’è che Simone Inzaghi aveva deciso di mollare prima della disastrosa finale di Champions. Il Napoli è stato più resistente vincendo con la migliore difesa in Europa contro il pirotecnico attacco nerazzurro. 

Neanche ai tempi di Maradona il Napoli vinse due scudetti da favorito. Era alla pari, se non un gradino sotto, alla Juventus di Platini, al Milan degli olandesi e all’Inter di Matthaeus. La concorrenza era spietata. E con la vittoria che valeva due punti la lotta era serratissima, il pareggio valeva mezza vittoria (12 pareggi in 30 partite nel primo scudetto con Diego). E il Napoli di Maradona vinse solo due scudetti nei sette anni del Pibe a Napoli. 

All’epoca di Lauro, il Comandante allestì una quadra per vincere il campionato (1960-61) col sacrificio di Vinicio (inviso all’allenatore Amadei), ceduto al Bologna prendendo dal club felsineo Pivatelli, Mihalic e Bodi, più 122 milioni al Bologna, Gratton dalla Fiorentina, Juan Carlos Tacchi e Girardo dall’Alessandria, Maioli dal Verona. Lo squadrone fallì miseramente, finendo addirittura in serie B, penultimo. 

Neanche il miglior Napoli di Sarri (2017-18) partì favorito, ma ingaggiò uno strepitoso duello con la Juventus di Allegri perdendo la corsa-scudetto a Firenze (0-3, tripletta del cholito Simeone), a quattro giornate dalla fine, dopo avere battuto la Juve a Torino con il gol di Koulibaly al 90’. Non bastarono 91 punti agli azzurri. La Juve ne conquistò 95, quarto scudetto consecutivo di Allegri con Higuain, giunto dal Napoli l’anno prima, Dybala, Buffon, Barzagli, Chiellini. 

Il Napoli con Sivori e Altafini per tre anni (1965-1968) fu un squadra divertente, fantastica nelle partite contro le “grandi”, svogliata contro le “piccole”. Quel Napoli, allenato da Pesaola, conquistò uno storico secondo posto, nove punti dietro al Milan di Rivera. 

Non c’è mai stato l’obiettivo-scudetto nelle annate azzurre sino all’arrivo di Maradona e alla grande squadra costruita da Italo Allodi. Stagione dopo stagione, il Napoli puntava all’acquisto di un grande campione, non più giovanissimo, per riempire lo stadio, esaltandosi nelle sfide contro le squadre dell’alta classifica. Nei ventun anni di De Laurentiis, c’è stata una programmazione costante per l’inserimento stabile ai vertici del calcio nazionale con una società impeccabile nella gestione economica. Gli scudetti con Spalletti e Conte sono arrivati a sorpresa, ma ora, dopo l’ultimo successo, la programmazione del club azzurro fa un salto di qualità per aprire un ciclo di vittorie. L’ambizione più alta è stata alla base dell’intesa fra De Laurentiis e Conte per proseguire insieme

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