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Spinazzola, un talento senza età

L'esterno del Napoli è uno dei protagonisti principali della squadra di Conte, il club valuta il rinnovo per il giocatore umbro
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Fabio Mandarini

Pubblicato il 07.10.2025, 10:07

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NAPOLI - Leonardo Spinazzola, uno dei più grandi protagonisti dell’avvio di stagione del Napoli, è stato di parola: il 17 luglio 2024, appena ingaggiato da svincolato, disse chiaro e tondo di essere ancora in grado di dare qualcosa, un bel po’ di cose, e 445 giorni e 37 partite più tardi è stato convocato in Nazionale dopo aver vinto uno scudetto, la concorrenza dei più giovani e soprattutto lo scetticismo di chi lo riteneva finito. Concetto crudo? Forse, ma è ciò che in tanti pensavano o dicevano e ricordarlo sottolinea la grandezza del suo ritorno. Già, Spina è tornato: decisivo con il Napoli e alfiere di quell’Italia che gli ha dato tantissimo e, indirettamente, anche tolto al culmine della carriera e al massimo dello splendore. Dimenticare l’infortunio del 2021 all’Europeo è impossibile - rottura del tendine d’Achille sinistro contro il Belgio ai quarti - ma forse ricordare vale una lezione: si può cadere, ma rialzarsi è la sfida. Non tutti ci riescono, certo, ma Spina ce l’ha fatta. E sia chiaro: la sua non è una favola, piuttosto una storia da raccontare.

Napoli, Spinazzola torna in Nazionale

Anche la chiamata in Nazionale di Gattuso dopo il forfait di Politano a distanza di quasi due anni e mezzo - da Olanda-Italia del 18 giugno 2023 - non va ridotta a un premio: considerando la delicatezza degli impegni, l’importanza della posta in palio e la necessità di contare su gente in gamba e in forma davvero, è più che altro la logica conseguenza di ciò che sta accadendo in questo periodo. Del suo rendimento: una serie di ottime prestazioni in campionato e in Champions. Anche a distanza di pochi giorni: mercoledì contro lo Sporting, al rientro dopo l’affaticamento che l’ha escluso con il Milan, è stato splendido a destra, al posto dello squalificato Di Lorenzo. E domenica, entrando in corsa, ha cambiato la serata insieme con De Bruyne, risultando decisivo per la vittoria sul Genoa. Già con il Pisa, tra l’altro, aveva fatto bingo e gol, il primo della stagione e il secondo con il Napoli dopo quello segnato all’Olimpico contro la Roma a febbraio. Proprio la Roma, il club che aveva salutato pochi mesi prima da svincolato e con cui oggi condivide il primo posto in classifica. Le favole del destino: questa volta, sì.

Spinazzola, ritorno al passato

Leo come un leone, insomma. Incisivo, decisivo, continuo: 7 presenze su 8 finora, 5 in campionato e 2 in Champions, 461 minuti e una sola volta fermo a scopo preventivo. Produrre paragoni rispetto al periodo pazzesco vissuto a cavallo dell’Europeo vinto dall’Italia, quando il gravissimo infortunio fermò la corsa inarrestabile di uno dei migliori esterni al mondo del momento, non sembra la migliore delle scelte: altra epoca, altra età. Ma la certezza è che il Napoli e ora la Nazionale possono contare su una seconda grande versione di Spinazzola, definitivamente tornato al top e più maturo tatticamente. Sulla fascia corre come un purosangue, punta e dribbla, crossa e tira, lotta e pressa, si adatta a destra e può giocare anche più alto o a tutta fascia, considerando l’efficacia nella doppia fase: domenica è entrato lui e Norton-Cuffy, una freccia di 21 anni e prospettive grandiose, ha cominciato a soffrire.

Napoli, Spinazzola verso il rinnovo

La sua tenacia e la collaborazione professionale con Conte lo hanno riportato a grandissimi livelli, lucidandone il talento in dotazione. E così, beh, in questo momento è avanti su tutti nelle gerarchie: fa parte degli anelli essenziali della squadra. Il paradosso? Una stagione fa, di questi tempi, giocava poco e sembrava potesse andare via a gennaio. Anzi, con la Fiorentina era in ballo uno scambio con Biraghi. E ora? Leo ha espresso il desiderio di rinnovare con il Napoli e di certo se ne parlerà. Anche perché, tutto sommato, questo ragazzino di 32 anni ha ancora un bel po’ di cose da dare.