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Atalanta-Roma, l'errore e il danno

Leggi il commento sulla sconfitta dei giallorossi di Ranieri e il discusso episodio del rigore
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 13.05.2025, 07:35

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Una sconfitta che brucia. Perché figlia di una partita giocata con coraggio dalla Roma. Ma soprattutto perché ancora una volta il protagonista è stato il Var. Capace di far infuriare persino Claudio Ranieri. Ed è francamente difficile dargli torto. L’episodio avviene nel secondo tempo. Quando l’arbitro Sozza assegna un rigore per fallo di Pasalic su Koné. Sozza viene poi richiamato al Var e torna sulla propria decisione. Nel post-partita, prima in tv e poi in conferenza, Ranieri - senza mai venire meno alla sua educazione - dice: «Ci hanno sempre detto che il Var interviene solo per evidenti errori. Il Var qui non doveva intervenire perché il contatto c’era. Il rigore è stato dato e rigore era. A meno che non siano cambiate le regole e non ce l’hanno comunicato. Io non sto dicendo se era rigore o non era rigore. Ma fino a oggi ci hanno detto che in caso di contatto, il Var non poteva intervenire per cambiare una decisione di campo». Se ne parlerà tanto. È una decisione che sposta decine di milioni di euro. La Roma si sarebbe portata sul 2-1 e forse adesso sarebbe potuta essere sola al quarto posto e quindi in pole position per la prossima Champions. Così non è andata. La Roma esce a mani vuote da Bergamo e si ritrova al sesto posto, a un punto da Juventus e Lazio appaiate al quarto posto.

Un gradino più sotto c’è il Bologna di Italiano. La grande ammucchiata. La Roma resta ancora in corsa per il quarto posto, anche se mancano solo due partite e il calendario della Juventus è decisamente favorevole rispetto a quello degli uomini di Ranieri. Che sono stati bravissimi a uscire indenni dai primi venti minuti della squadra di Gasperini che ha cominciato a un ritmo da inverno bergamasco, quando l’Atalanta era ingiocabile per chiunque. Ritmo indemoniato. Forse anche troppo. Al punto da condizionare la mira degli attaccanti atalantini. A turno, Retegui, De Ketelaere e Lookman hanno fallito occasioni apparentemente facili, a pochi metri dalla porta. Il forcing è terminato con un solo gol di vantaggio. Poi, però, è uscita la Roma. Che non solo ha pareggiato con Cristante ma ha anche costruito le occasioni più nitide per andare in vantaggio, su tutte quella capitata sui piedi di Koné. Sembrava il remake a parti invertite della partita dell’andata. Ranieri era alla seconda panchina con i giallorossi in Serie A e l’Atalanta vinse 0-2 dopo aver sofferto non poco. Non è andata così perché alla fine, dopo il rigore prima assegnato e poi revocato, è arrivato il colpo del ko con un destro rasoterra da fuori area di Sulemana all’angolino basso. Troppo persino per Svilar.

La vittoria ha chiuso la partita per il terzo posto in campionato. Da ieri è ufficiale che l’Atalanta giocherà la prossima edizione della Champions. La quinta volta nelle ultime sette stagioni. Un traguardo prestigioso e storico per il club che Gasperini, i Percassi e poi anche i soci americani hanno traghettato dalla dimensione di provinciale a quella di colonna del calcio italiano, ormai abitualmente seduto al tavolo dei grandi. Da domani l’Atalanta penserà al futuro. Un futuro che potrebbe riservare anche la sorpresa della permanenza di Gasperini. Al futuro, ovviamente, sta pensando da tempo anche la Roma. Ma ora ci sarà da sbollire la rabbia per quel che è successo. E Rocchi, chiamato direttamente in causa da Ranieri, dovrà dare spiegazioni. Possibilmente credibili

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