Roma, le visioni dell’opposto

Leggi il commento alla posizione di Gasperini dopo il mercato invernale del club giallorosso
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 04.02.2026, 08:27 (Aggiornato il 04.02.2026, 08:33)

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Nulla di inedito, verrebbe da chiosare. Perché Gian Piero Gasperini non si è mai nascosto dietro le parole. A modo suo, ha sistematicamente esternato senza dar troppo peso a eventuali conseguenze; è andato dritto per la strada della sua ragione anche a costo di sembrare incontentabile e neppure troppo velatamente rompiscatole. Ecco perché quanto detto nel post Udinese (post fine mercato, in realtà) non deve stupire più di tanto. Anche se, ovviamente, ha fatto e continuerà a far rumore.
Riassunto: Gasp, in sostanza, ha bocciato metà mercato invernale della Roma. Quattro acquisti per l’attacco, ma - a suo dire - soltanto due sono pronti per giocare a determinati livelli e aiutare (traduzione: migliorare) la squadra. Inoltre, ampie sottolineature sulla filosofia che ha portato a certi acquisti e pure alla tempistica delle operazioni. Affermare che GPG non è contento di quanto è accaduto durante la sessione di riparazione è il minimo. Ma le sue perplessità (il suo malcontento?) arrivano da lontano, cioè dalla primavera dello scorso anno quando accettò la Roma anche in virtù di alcune promesse fatte dalla proprietà (o, per meglio dire, dalla dirigenza, reale e/o fittizia del club) sul rafforzamento della squadra. Non avrebbe voluto alcuni giocatori e invece se li è ritrovati (e se li ritrova) a Trigoria; avrebbe voluto volti nuovi di un certo spessore tecnico invece ha dovuto aspettare mesi per non essere - a suo dire - accontentato fino in fondo. Quando afferma che Malen e Zaragoza aiuteranno la Roma, vuole che venga messo agli atti che lui con Robinio Vaz e/o Venturino oggi ci fa poco. In più, analizzando gli elementi che adesso stanno fuori e che sono in odore di rientro, non ha mai, mai, nominato Dovbyk e Ferguson. Che, lo sanno anche i sampietrini, lui non avrebbe voluto e che continua a non volere. Ricordare tutto questo non significa giustificare il comportamento del tecnico, ma semplicemente raccontare i fatti. Poi ognuno tragga le proprie conclusioni. Che Gasp non abbia un buon rapporto con il ds Massara e che in qualche modo si senta “tradito” (sportivamente, ovvio) da Claudio Ranieri nel ruolo di “uomo dei Friedkin” è chiaro anche a chi fa finta di non capire la realtà. Era convinto, GPG, che alla Roma avrebbe lavorato per stare tra le migliori del campionato, non di ritrovarsi con una Under 23 da portare in Champions. Uno può essere più o meno d’accordo con le sue riflessioni, ma la cronaca questo riporta. E a chi gli ricorda che lui era al corrente che la Roma non poteva permettersi, sia in estate che in inverno, un mercato aggressivo, Gasp (8 sconfitte in campionato) risponde che una soluzione ottimale nonostante tutto è sempre alla portata di un club come quello giallorosso. A patto di saperle trovare, ovviamente. E forse il punto focale dell’intera faccenda sta esattamente qui.
Intanto, a giudicare da quanto emerso dialetticamente a Udine appare altamente probabile l’esordio contro il Cagliari di Zaragoza, lì in avanti, per un contributo tecnico al lavoro di Malen che lunedì sera in Friuli è apparso un po’ abbandonato a se stesso, oltre che non sempre al centro della partita. Sembrava di (ri)vedere la Roma vecchia, altro che la prima Roma nuova...

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