© AS Roma via Getty Images

Roma, il muro d’Europa cade all’improvviso

Leggi il commento al termine del big match dello stadio Olimpico 
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 02.03.2026, 07:54

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Ci sono giornate in cui ti va tutto bene, chi ti sta davanti perde e quindi ti dà la possibilità di avvicinarti, se non addirittura di affiancarti, a chi eri costretto a vedere da lontano. Oppure di ampliare il vantaggio su chi ti stava dando la caccia. Poi, però, ci sono pure quei weekend in cui tutto sembra allinearsi in maniera opposta e quindi non ti resta che portare a casa (altri) punti per non perdere di vista posizioni e ambizioni. Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita - però - a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. Il punticino, carico di rimpianti, consente se non altro alla squadra di Gian Piero Gasperini di avere ancora quattro punti sui bianconeri (tre su Como, però), al quarto posto in classifica.

Ma che delusione! La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato. Come dice quel proverbio? Chi è causa del suo mal… Nella lunga settimana di vigilia era stato tutto un ipotizzare soluzioni che avrebbero permesso a GPG di mettere in campo la migliore formazione possibile contro il nemico Spallettone. Dybala ce la farà? E Soulé? Chi ci sarà alle spalle di Malen? E via libera a indiscrezioni, notizie vere, false anticipazioni e scoop assai poco credibili. Alla fine, più per obbligo che per scelta, Gasperini ha optato, di fatto, per Pellegrini a dare una mano al numero 14 olandese. Con Dybala in panchina e Soulé fuori dai giochi, va ricordato. E con Celik nel pacchetto dei difensori centrali. Rensch a destra, Wesley sull’altra corsia. Una Roma inedita e ricca di centrocampisti, come era accaduto nel secondo tempo della partita contro la Cremonese. Cristante spesso più avanzato di Pisilli, Pellegrini come detto più alto del numero 4. Sistema di gioco molto elastico e condizionato dagli accoppiamenti uomo su uomo di Gasp.

Roma pericolosa soltanto a tratti, all’inizio, per via della meticolosa attenzione difensiva della Juventus, abile nel chiudere tutte le usuali linee di passaggio del gruppo di Gasperini. Occasioni nitide, comunque, per Pellegrini, decentrato a destra, e per il solito Malen, con Perin autore di una parata di faccia. Qualche sbavatura romanista di troppo nella fase difensiva, comunque, prima della prodezza balistica di Wesley per il vantaggio romanista, dopo un recupero da voto altissimo in pagella di Pisilli, più volte elogiato da Gasperini per il suo modo di interpretare la partita sia sul piano tecnico-tattico sia temperamentale. Il pareggio in avvio di ripresa di Conceiçao ha colpito ma non stordito la Roma, capace di tornare in vantaggio dopo pochi minuti con la solita azione da calcio d’angolo e ancora una volta con N’Dicka. E di arrotondare il punteggio, una volta ripreso il controllo totale del gioco, con la rete di Malen, micidiale se/quando lanciato in campo aperto. Olimpico in delirio, per il devastante centravanti olandese. Tutto a posto? Macchè. Una pura illusione. Serataccia per la difesa della Roma, dicevamo. Complici errori di scelta di vario tipo. Il gol di Boga ha riaperto i discorsi, poi ci ha pensato Gatti in pieno recupero a ristabilire la parità. Alla Roma non resta altro da fare che prendersela con se stessa. E con i propri sbagli.

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