Roma, il grande rimpianto
Dice: solo tre tiri. E tre gol, però: ti pare poco? Un pregio, mica un difetto. Roba da esperti, non da ragazzotti alle prime armi. Donny Malen è il prototipo del centravanti essenziale. Uno di quelli che non sprecano nulla, dalle energie alle occasioni per far gol. Lui è un attaccante talmente strano da sembrare paradossalmente normale. Qual è il suo mestiere? Segnare. Lo fa bene? Ammazza… E allora dove sta il problema? L’olandese, dicono coloro che non si arrendono all’evidenza, corre poco, molto poco e le statistiche sono lì a confermarlo: solo che lui corre bene, cioè quando c’è bisogno di farlo. Né prima né dopo. Non spreca benzina, ecco perché quando si mette in azione palla al piede dà costantemente la sensazione di averne più del suo avversario. Furbizia? Furbizia. E attitudine, ovviamente.
Malen, la Roma in gennaio ha trovato un tesoro
La Roma in gennaio ha trovato un tesoro. Un centravanti da 10 gol (in Serie A) e lode. E se lo gode, con un pizzico di sano e giustificato rimpianto. Anche se c’è chi gli rinfaccia di non saper usare il sinistro oppure di fare sempre la stessa finta. Quella, per intenderci, che ha determinato l’esecuzione del suo primo gol contro il Pisa. Sterzata, palla da una parte, avversario dall’altra e oplà il gioco è fatto. Una finta che aveva sfoderato con successo anche in occasioni precedenti, segno che quello è uno dei suoi tipici, pregiati marchi di fabbrica. E tra quanti non si arrendono all’evidenza c’è pure chi sostiene che Malen sia un centravanti buono solo per il campionato italiano. Se questo fosse vero, andrebbero rivisti tutti i giudizi legati a Lautaro Martinez, uno che sbanca sistematicamente la classifica dei marcatori della Serie A. O no?
Malen macchina da gol
Non è dato sapere se la Roma riuscirà nell’impresa di centrare il quarto posto, ma se a una manciata di partite dal fischio finale del campionato può ancora pensare (illudersi?) di farlo, deve ringraziare soprattutto l’olandese. Uno che non ha esattamente il fisico del bomber (e non è un’accusa; anzi, il contrario) ma che quando entra in modalità On diventa una macchina da guerra (sportiva, ovvio). Perché la tripletta rifilata al Pisa ha un senso, ma Donny ha segnato pure al Napoli, alla Juventus, al Bologna (in Europa League) e non soltanto alla peggior difesa del campionato.
Malen, i gol che alimentano i rimpianti della Roma
Il numero di gol firmati da quella sera dell’esordio a Torino contro i granata (10 in 12 gare di campionato; 11 in 14 partite complessive) sta lì a stabilire verità di ogni tipo. E, come detto, ad alimentare rimpianti dal neppur vago sapore gasperiniano. Perché se la Roma avesse avuto (uno come) Malen dall’inizio della stagione, le cose probabilmente sarebbero andate in maniera diversa. Migliore, chiaramente.
E qui non si vuole calcare la mano contro Dovbyk o Ferguson, ma si vuole soltanto fare cronaca. Non è colpa di Gasp se Malen è davvero bravo e se è arrivato a Trigoria soltanto nel mercato di riparazione. Se c’è chi, per questo, si sente tirato in ballo in modo negativo, si facesse un bell’esame di coscienza. Perché non c’è nulla di più vero di una verità, bella o brutta che sia per qualcuno.
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