E già, la Roma è una cosa seria

Chiaro il messaggio dell'Olimpico dopo quanto accaduto in settimana: Gasperini osannato. Ranieri? Mai inquadrato...
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 19.04.2026, 09:16

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Dopo una settimana abbondante di chiacchiere (poche), indiscrezioni (parecchie) e notizie buttate lì a caso (tante, troppe), la parola ieri sera è passata allo stadio Olimpico. Al terreno di gioco, e non solo. C’era un’enorme curiosità, ad esempio, per verificare quale sarebbe stata la reazione della gente, della tifoseria romanista a una settimana abbondante di distanza dal duro scontro verbale tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Curiosità per capire da che parte si sarebbe schierato il cuore della Roma, vittima (sì, vittima) di una vicenda per certi versi assurda oltre che assolutamente inutile, anzi dannosa per squadra e società.

Gasperini e Ranieri: nessuna voglia di venirsi incontro

Al di là di silenzi tattici e di mezze dichiarazioni studiate al millimetro, la faccenda appare chiara: né Ranieri né Gasperini hanno voglia di venirsi incontro. Entrambi restano sulle proprie posizioni convinti di essere dalla parte della ragione. Inevitabilmente, però, se la situazione è questa, cioè con due figure apicali della Roma che non si parlano mentre dovrebbero parlarsi mille volte al giorno, qualcosa di sbagliato c’è stato; anzi, c’è. E qualcuno ha sicuramente toppato. Impossibile il contrario e impossibile pure negarlo. E la mente torna indietro con impressionante facilità nel ricordare come ciclicamente nella Roma dei Friedkin si creino rivalità tra questo e quello, tra tecnico e ds oppure tra allenatore e ad. Evidentemente c’è qualcosa che non quadra nella gestione del club, e questo non può non chiamare in causa chi della società è proprietario e/o presidente. Vertici statunitensi ancora in fase di studio, trapela, per risolvere l’ennesimo guaio. La proprietà parla con i fatti, ha sentenziato il ds Massara. Ok. 

Il popolo è sovrano: Gasperini osannato

Eravamo rimasti alla risposta allo stadio della gente romanista. Olimpico gremito, voglia di accompagnare con il consueto amore la squadra verso un obiettivo (illusione?) chiamato Champions League. Gasp in panchina; Ranieri in tribuna, inquadrato dalle telecamere della tv (mai sui maxischermi dello stadio, però…). 
Il popolo è sovrano, si sa. E il popolo romanista ha emesso un verdetto di affetto chiaro, convinto nei confronti di Gasperini, osannato al momento della lettura delle formazioni. E Ranieri? Come detto, mai apparso sui maxischermi dello stadio. Impossibile, perciò, fare un paragone tramite “applausometro” tra i duellanti. Da segnalare, le ultime parole di uno striscione eloquente esposto in Sud a nome della curva, prima dell’inizio della partita. “L’AS Roma è una cosa seria”. Un messaggio preciso, diretto che non ha bisogno di commenti. Sì, la Roma è davvero una cosa seria e come tale va trattata. Da tutti. 

 

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La vicenda ha influito sul lavoro della squadra?

 Non è dato sapere se la vicenda Ranieri-Gasp abbia influito sul lavoro della squadra giallorossa pre Atalanta, quindi, sulla prestazione confezionata contro il gruppo di Raffaele Palladino. Alla vigilia il tecnico romanista si era premurato di evitare, in merito, troppi discorsi per non fornire eventuali alibi ai suoi giocatori. Mossa giusta, sulla carta. E nella realtà? Pareggio. Con cinque giornate ancora da giocare, la Roma dopo il match contro l’Atalanta si trova nella condizione di dover salutare la corsa verso il quarto posto. Olimpico deluso. Molto. E’ già tempo di programmare il futuro. Già, ma chi ci penserà? 

 

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