Benedetta l’abbondanza
Castro, il vice Malen. Non se ne può più, onestamente. Sarà pure che il caldo infernale di questi giorni è nemico della pazienza. Ma vice di cosa? Vice di chi? Quando mai si è visto un vice, cioè una riserva, da 35 milioni di euro? Quando mai un vice, cioè una riserva, è stato pagato di più (molto di più) del titolare? Non sarà forse il caso, allora, di parlare semplicemente di un altro titolare? Uno da impiegare, se sarà il caso, al posto di Malen oppure, sempre se sarà il caso, insieme con Malen?
Nel calcio non ha più senso palare di titolari e riserve
Dice: la Roma cercava una punta esterna invece ha preso un centravanti. E dove starebbe l’errore, considerate le caratteristiche dell’argentino? Gian Piero Gasperini pur seguendo alcune linee guida, alcuni concetti intoccabili non si è mai tirato indietro quando c’è stato da cambiare, anche al volo e più volte all’interno della stessa partita, il modo di giocare della propria squadra. Si parte in una certa maniera ma, complici anche i cinque cambi, si può arrivare a dama dopo aver modificato, stravolto, modellato e rimodellato la squadra. Non ha senso, perciò, parlare (ancora) di titolari e riserve.
Castro alla Roma, l'abbondanza non sarà mai un problema
C’è chi va in campo subito e chi in corso d’opera; esistono soluzioni iniziali e soluzioni alternative. L’importante è avere in gruppo giocatori di qualità. E più sono e più un allenatore è contento. L’abbondanza non sarà mai un problema. I problemi, se mai, nascono quando non arrivi a mettere in campo undici elementi qualificati. Ecco perché Castro non può essere considerato con eccessiva nonchalance (faciloneria?) la riserva di Malen. Etichettarlo in questo modo significa non dare a Santi ciò che è di Santi e svilire un acquisto di quel prezzo. Pensare che il calcio di Gasp sia tipo quello del biliardino, del calcio balilla - tutti sempre e comunque al loro posto, inamovibili - non rende giustizia alla realtà. Gasp ama il 2-1, lì davanti. Però ha sfoderato più volte anche l’1-2. Due trequartisti alle spalle della punta centrale oppure un trequartista e due attaccanti centrali.
Dybala a supporto di Malen e Castro? Non esattamente una brutta ipotesi
Tipo Dybala a supporto di Malen e Castro. Non esattamente una brutta ipotesi, direbbero coloro che hanno violentato la lingua italiana. Squadra priva di equilibrio? GPG vuole sempre e comunque minimo tre attaccanti (“Un attaccante per me è chi fa gol o chi fa fare gol”, il suo mantra), poi esistono le sfumature, gli accorgimenti, gli espedienti, i trucchi (tipo un centrocampista mascherato da attaccante) ma l’idea di base è quella. Pensare più a offendere che a difendere. Segnare un gol più dell’avversario, non subirne uno di meno. Facile in teoria, più problematico nella realtà.
Ma che fai: non ci provi? Ecco perché considerare il poliedrico Castro (solo) come vice Malen significa sbagliare in partenza il percorso che può portare al traguardo a braccia alzate. Magari sfruttando pure l’aiuto di un altro attaccante, stavolta esterno, per completare il reparto e fare felice l’incontentabile (si fa per dire...) Gasp. Perché c’è ancora tempo per portare a termine un mercato di alta qualità, vero signori Friedkin?
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