Un messaggio per tutti

La Roma reagisce subito dopo la beffa contro il Real Madrid e manda un segnale al campionato: il commento di Mimmo Ferretti
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Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 18.10.2026, 09:49

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Dall’amato Mou all’adorato DDR, un tonfo al cuore lungo tre giorni. Olimpico sempre stracolmo d’amore, con il tifoso della Roma prima ferito (e stupito) per la folle rimonta del Real poi rinfrancato per il successo contro il Genoa. Una risposta di peso in un momento in cui serviva una risposta di peso. Per restare lassù in classifica e per mandare un messaggio forte e chiaro alle rivali. Due gol, tre punti e la conferma che la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini non è poi così scarsa, seppur corta.

 

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La fiducia di Gasperini nel gruppo

Per obbligo, e pure per scelta, Gasp ha mandato in campo una Roma inedita, con sette giocatori nuovi rispetto alla formazione proposta contro il Real. Una vera e propria rivoluzione. Motivata, ovviamente. Terza gara di fila in spazi ristrettissimi, inevitabile buttar dentro forze fresche. Soprattutto fresche sotto l’aspetto mentale. Si è cercato, in pratica, di evitare che in campo ci fossero troppe scorie nervose legate alla surreale sconfitta patita contro Mou; che le novità potessero regalare alla squadra una scintilla mentale e, ovviamente, pure brillantezza atletica. Al pronti e via, Roma con due 2007, due 2004 e tre 2003 titolari. Una mossa rischiosa, quella di GPG, ma figlia anche della fiducia che ha in tutto il gruppo. Visto il risultato, una mossa che ha dato il risultato sperato, anche se con una prestazione solo nella ripresa all’altezza delle reali ambizioni della squadra giallorossa. Non c’è Malen? Segna Castro, e la barca va… Castro? Non Malen, anzi bene. E via di battuta in battuta…

 

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Come il gioiello di Castro ha stappato la partita

Roma sotto ritmo, contratta, poco connessa tra i reparti, giocatori raramente sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda contro un Genoa che spesso ha rinunciato a giocare palla a terra preferendo lanciare lungo verso gli attaccanti. Ecco la fotografia del primo tempo, appena appena vivo per le traverse colpite da Balerdi e El Shaarawy. Castro sistematicamente in ritardo e lontano dal cuore del gioco, Mora decentrato, De Roon meno presente che nelle precedenti occasioni. Questo ha portato l’inedita Roma a dare raramente l’idea di una squadra, con trame spesso improvvisate. Il gioiello di Castro in apertura di ripresa, poi, ha stappato la Roma e la partita, non soltanto sotto l’aspetto del punteggio. Segno che, probabilmente, il problema era soprattutto di testa. Roma più frizzantina, dinamica e capace di andare a segno pure con Lulli. Cioè colui che, se non fosse stato per Gasperini, sarebbe finito all’Avellino, in serie B. Con tutto il rispetto per gli irpini, sia chiaro.

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