
Serie B: Marino ed Evani, nostalgia del futuro
Le rinascite sofferte e bellissime di due grandi delusioni del campionato, come Salernitana e Sampdoria, annunciano che abbiamo imboccato il viale decisivo dal quale sarà impossibile tornare indietro e i bilanci saranno, nel bene e nel male, indelebili. Intanto c’è un incontenibile nostalgia di futuro. I segnali di vita che arrivano dall’Arechi e dal Ferraris rendono la zona salvezza un groviglio inestricabile, con 7 squadre in 4 punti e distanze colmabili in uno scenario che non ammetterà passi falsi e ulteriori indecisioni. Lo scatto dei campani e dei liguri arriva dopo l’ennesima crisi tecnica, con tanto di avvicendamenti in panchina. Se l’esperienza di Pasquale Marino ha subito inciso sulla mentalità finora indecifrabile della compagine granata, unica costante negativa dall’inizio di stagione nonostante i tre allenatori precedenti (Martusciello, Colantuono e Breda), l’avvento sulla panchina blucerchiata di Evani e Lombardo è stata un propellente emozionale inesauribile. Entrambe hanno avuto la meglio contro specialisti della categoria.
Il presidente Iervolino sugli spalti
Il SudTirol dell’ex amatissimo Castori, tecnico dell’ultima promozione in A dei granata, applaudito e indomito all’Arechi, era tutt’altro che l’avversario più facile da affrontare. È stata, infatti, una battaglia senza interruzione di continuità, col presidente Danilo Iervolino sugli spalti a spingere con i tifosi ricompattatisi al fianco di una formazione finalmente di personalità e in grado di salvarsi. Dai 14 mila dell’Arechi ai 27 mila di Genova, il messaggio che arriva è identico: il calcio è niente senza la gente e averla al proprio fianco o contro può diventare una risorsa dirimente. Lo sanno perfettamente anche al vertice della classifica, dove il Sassuolo prepara la festa per la A, lottando e piegando un bel Modena nel derby del Braglia. Se lo Spezia non dovesse vincere oggi a Mantova sarà festa grande per un successo annunciato da tempo. Il risultato dei liguri contro i virgiliani riguarderà da vicino anche il Pisa di Inzaghi, che, dopo aver steso la Reggiana, confida di riallontanarsi dal segugio D’Angelo. Alle spalle del trittico di testa è, neanche a dirlo, ancora bagarre, col Cesena pronto a rigettarsi alle spalle Palermo e Bari e la Juve Stabia di Pagliuca, ostinata a complicare a sua volta la vita della Cremonese, l’unica antagonista nel perimetro playoff, che nelle ultime 5 gare non ha tuttavia mai perso.
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