
Nacho Ferri, il nuovo centravanti del Feyenoord
Spagnolo, classe 2004, 11 gol e 4 assist in Belgio nel Westerlo. Al club olandese è costato 9 milioni
Non cercava solo un contratto, ma soprattutto una direzione. C’è un dettaglio nel passato di Ignacio Ferri che spiega perché oggi, a ventuno anni, si muova in campo con una maturità superiore all’età. Ci sono talenti che seguono il percorso più naturale. E altri che si fanno attrarre da quello più complicato. Ignacio Ferri, per tutti Nacho, appartiene alla seconda categoria. Quando aveva sedici anni, dopo i gol segnati con l’Alzira, diversi club della Liga erano pronti a offrirgli un ingaggio. Restare in Spagna sarebbe stata la mossa più comoda e più semplice. Lui ha scelto l’opposto: ha lasciato casa, si è trasferito all’Eintracht Francoforte, ha imparato il tedesco e ha accettato i rischi.
L’autostima
Una decisione che racconta molto di questo centravanti, nato a Montaverner - un’ora di treno da Valencia - il 5 ottobre del 2004. Destro naturale, un metro e 92, autostima e applicazione. Ferri ha costruito il proprio percorso tra Germania e Belgio. Il Feyenoord ha investito 9 milioni sul suo cartellino e gli ha fatto firmare un accordo fino al 2030. Dopo una prima esperienza al Kortrijk, Nacho ha trovato continuità e peso con il Westerlo, chiudendo la scorsa stagione con 11 gol e 4 assist. Una crescita costante che ha richiamato l’attenzione della società di Rotterdam.
L’erede di Ueda
In un calcio spagnolo tradizionalmente orientato verso attaccanti rapidi e mobili, Ferri rappresenta un profilo diverso. È un centravanti che vive del contatto fisico: sponde e intuizioni. Attacca la profondità e sa leggere gli spazi. Ha una personalità già definita. Il suo arrivo al Feyenoord potrebbe avere effetti anche sul mercato. Il direttore generale Robert Eenhoorn ha ricevuto divere offerte per il giapponese Ayase Ueda, capocannoniere dello scorso campionato con 25 gol: il Tottenham di De Zerbi è in prima fila. Una decisione che coinvolgerà anche il tecnico Giovanni Van Bronckhorst, tornato sulla panchina del Feyenoord dopo sette anni per sostituire Robin Van Persie.
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