Santopadre: "Sinner ora copre meglio il campo"
«In termini di colpi lo spettacolo poteva essere più entusiasmante, ma le condizioni non lo consentivano. Ma è bello vedere l’equilibrio caratterizzato dal pathos del match e dalle loro reazioni. Sinner ha avuto il coraggio di fare alcune cose anche in situazioni difficili e ha fatto la differenza nell’attenzione, lì è il numero 1 del mondo». Anche al Reial Club de Tennis Barcelona, cornice del prestigioso ATP 500, nelle due ore di Sinner-Alcaraz, tutto si è quasi fermato. Sugli spalti tantissimi appassionati con lo sguardo sul telefono, nelle aree riservate giocatori e allenatori davanti allo schermo. Tra questi anche Vincenzo Santopadre, in Catalogna al fianco del rientrante Lorenzo Sonego, pronto all’esordio odierno contro Pedro Martinez.
L'intervista a Santopadre
Sinner batte Alcaraz e si prende Montecarlo. Che partita è stata?
«Ho visto un match equilibrato. Spesso ci si chiede chi è più forte, una domanda alla quale non c’è risposta. Ogni giorno uno può essere più forte dell’altro, si tratta di chi si adatta meglio alle condizioni e lo abbiamo visto. Tanti errori sono stati causati proprio dal vento e altri dal fatto che entrambi non potevano giocare come fanno di solito con grande solidità ma dovevano provare a forzare un po’ di più. Sinner è migliorato molto nella gestione dei tempi di gioco, trova sempre il modo di coprire il campo. Fargli un vincente è sempre più difficile, anche per uno come Alcaraz che può giocarli da ogni parte del campo».
Per Carlos quanto hanno inciso le occasioni perse?
«Sinner in quel tie-break sbaglia solo un dritto dove va d’istinto, con l’avversario che era molto lontano dal campo quindi era una scelta che poteva starci. Poi da fuori è facile dire che serviva la smorzata. Poi una cosa come quella ti può costare la partita quando si decide sui dettagli, ma c’è stato il regalone con il doppio fallo. L’equilibrio c’è stato anche nel secondo set comunque, Carlos ha perso cinque giochi di fila, ma ha avuto la palla del 4-4 e ci sono stati vari alternarsi di vantaggi».
Qui a Barcellona come hanno reagito i giocatori?
«A un certo punto ero in palestra con Machac, che la scorsa settimana ha vinto un set contro Sinner. E ha detto che contro Jannik ha cercato di fare il vincente praticamente in ogni colpo della partita. In uno sport dove le percentuali e la continuità sono molto rilevanti, il fatto che un tennista del livello di Tomas dica questo fa capire molto. Per lui l’unico modo per provare a vincere è andare a tutto gas».
Che idea si è fatto fatto sulla corsa al numero 1? Quanto è prioritaria rispetto agli Slam?
«Io credo che questi ragazzi non mentano. Ovviamente c’è una buona dose di umiltà nelle loro parole, ma fa parte della loro mentalità. Alla lunga giocheranno per vincere più Slam, questo credo sia la cosa più importante che li spinge a migliorarsi. Poi stare sul trono farà piacere a entrambi, ma come dicono loro è una conseguenza».
Qui a Barcellona Sonego è pronto a tornare in campo. Da dove si riparte?
«Lorenzo non ha mai subito uno stop così lungo per infortunio, quindi dovremo essere bravi a essere pazienti. Bisogna sempre scegliere da quale angolazione vedere le cose. Per fortuna è tornato in pista, dove lui che è un grande agonista ama stare. Prendiamo ciò che di buono c’è, sapendo che per la migliore condizione bisognerà aspettare un po’».
In questi giorni vi siete allenati spesso con Musetti. Come lo ha visto?
«Anche lui sta cercando di trovare il suo miglior stato di forma. A Hong Kong e Melbourne avevo avuto un’impressione molto positiva, confermata dai risultati. Con un po’ di continuità di tornei probabilmente si sarebbe messo a insidiare Sinner e Alcaraz nel lungo periodo. Già nel 2025 ha avuto una continuità incredibile, quindi ormai non si tratta più di risultati sporadici. Gli auguro di tornare a giocare come in Australia, per farlo non deve mettere in dubbio i suoi punti di forza. Deve perdere solo quando gioca con Sonego (ride, ndc)».
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