
Italvolley femminile, l'ultima impresa è sempre la penultima
Italia-Brasile 3-2 suona sempre bene. Giustamente il ricordo di Velasco è andato subito alla semifinale maschile del 1990, dove in panchina c’era lui. Ma per una volta si può anche cedere alla contaminazione calcistica andando indietro fino al Mondiale spagnolo del 1982 e a quell’Italia-Brasile che ha fatto impazzire il Paese. Il confronto non è blasfemo, perché quanto visto ieri esce dal campo di pallavolo per entrare nella storia delle imprese del nostro sport. Tre ore di battaglia, guarda caso contro un numero 10 brasiliano - Gabi, straordinaria, che potrà non essere Pelé ma Zico di sicuro - che gioca (e vince) in Italia, a Conegliano. Perché oggi è da noi che c’è il campionato più bello del mondo (e qui la contaminazione calcistica non c’è più, of course).
La Turchia ultimo ostacolo verso il titolo
Poco più di un anno fa l’Italia vinceva l’Olimpiade al culmine di un torneo irripetibile: un solo set lasciato alle avversarie. Con il “qui e ora” entrato nelle teste delle ragazze, andate avanti come un rullo compressore per tutti i Giochi. In questi dodici mesi Julio - passando anche dalla vittoria in Nations League - è riuscito a convincere il suo gruppo anche dell’altra faccia della medaglia: rivincere sarà durissima perché tutti lavoreranno sui nostri punti deboli per batterci. Come fare? Ragionare come se avessimo perso. Accidenti se aveva ragione. Il Brasile visto ieri ha fatto molti compiti a casa, anche dopo la finale di Nations: sembrava sapesse con una frazione di secondo di anticipo dove saremmo andati a parare, murando qualsiasi cosa. Le tre ore di ieri hanno mandato ufficialmente in archivio l’oro olimpico: sono queste le battaglie che aspettano l’Italia da qui a Los Angeles 2028. Averne vinta una così importante, contro una squadra fortissima, è un ulteriore segnale di quanto questo gruppo si sia evoluto. E per quanto gli avversari stiano prendendo appunti - il minimo che possano fare, con una striscia aperta di 35 vittorie - l’Italia di Velasco ha ancora le risorse, il talento, il cuore, per fare qualcosa in più degli altri. Resta ancora un ostacolo: la finale contro la Turchia di Santarelli, strapazzata nella semifinale olimpica. Vedremo oggi se e quanto avranno studiato e come saprà rispondere l’Italia. Un’impresa tira l’altra, l’ultima è sempre la penultima.
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