Inter, tempo effettivo
Di soldi in giro ce ne sono pochi, come sempre, e in un mercato così povero avere delle buone idee non basta a fare la differenza. Paradossalmente la variabile più importante diventa un’altra, il tempo. E il tempo non ha prezzo. Un anno fa, dopo la tremenda notte di Monaco, il giugno nerazzurro si apriva con la rivoluzione in panchina, strategie da rivedere in corsa dopo aver già impostato il mercato (e comprato) in funzione di un altro allenatore. Un anno dopo, l’Inter campione d’Italia si guarda intorno e vede la discontinuità come comune denominatore dell’estate degli altri: differenti sfumature, certo, ma pur sempre un ostacolo per chi vorrebbe muoversi ad altre velocità sul mercato. Tra prendere tempo e perdere tempo, oltre l’assonanza, c’è un abisso sul piano semantico e operativo.
Molte avversarie alle prese con passaggi formali e sostanziali
Quello che accade nell’altra metà di Milano è paradossale e fa storia a sé: manca l’allenatore, manca un direttore sportivo, manca soprattutto chi deve firmare i contratti del primo e del secondo. Ma qualche passaggio, a volte formale, a volte sostanziale, devono ancora farlo in molti. In ordine di classifica: il Napoli non può ancora ufficializzare Massimiliano Allegri come nuovo allenatore; la Roma ha le idee molto chiare, quelle di Gasp, ma il nuovo ds D’Amico - che all’Atalanta ha lasciato in dote l’operazione Ederson-United - deve ancora diventare ufficialmente operativo; a Bergamo si è appena insediato Giuntoli in attesa di annunciare Sarri. Con le eccezioni di Juve e Como, avanti senza cambiamenti ma con stati d’animo (e di budget) comprensibilmente differenti, dove non sono cambiati gli uomini mercato sono però nuovi gli allenatori e certe strategie vanno quantomeno ricalibrate se non ripensate da zero. Lo farà il Bologna con Tedesco, ancora da annunciare, lo farà la Fiorentina quando avrà trovato una soluzione all’impasse Grosso.
Il tempo è relativo, come lo si sfrutta no
Per ora i grandi protagonisti di questo accenno d’estate sono stati loro, allenatori e direttori sportivi. Il resto del mercato, quello vero, quello che agita i tecnici e fa sognare i tifosi, non è arrivato nemmeno ai preliminari, che pure sarebbero consentiti già dal 25 maggio essendoci un Mondiale alle porte che cambierà le regole d’ingaggio, dilatando la durata delle trattative o aprendo nuovi e clamorosi scenari all’improvviso. Il tempo è relativo, come lo si sfrutta no.
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